Playlist Caetano Veloso – Sem lenço e sem documento (1968 – 2016)

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Allora ragazzi, ho deciso che – ove possibile – è il caso di cominciare a viaggiare un po’ con le playlist, che di questi tempi ne abbiamo bisogno.

Quindi la prima tappa fuori dal magico triangolo Italia-UK-USA che domina quasi tutte le nostre playlist, si va in Brasile. Penso che ci torneremo spesso in questo paese, ma per la prima tappa mi sembrava obbligatorio dedicare una playlist a quello che è il primo artista brasiliano che ho amato, e che rimane tuttora quello che conosco meglio : Caetano Veloso.

Il suo nome ha cominciato a passarmi davanti già nell’adolescenza, quando il suo Estrangeiro era spesso riportato fra i migliori dischi rock in generale, o degli ultimi vent’anni, o non ricordo cosa, ma ricordo bene che da quando ho cominciato a leggere classifiche e liste varie dedicate al rock, sto Estrangeiro me lo sono trovato spesso in mezzo ai piedi, ma all’epoca non è che uno si alzava la mattina e sentiva un disco a caso su internet, quindi per anni rimase solo un nome che mi passava davanti e che non avevo mai ascoltato. Anche perché, per motivi inspiegabili, Caetano è stato associato spesso al Jazz in Italia, che è invece uno dei pochi generi che non ha praticamente mai fatto…ed a me il jazz non faceva impazzire (nemmeno adesso se proprio dobbiamo essere onesti).

Qualche anno più tardi, nei forum musicali che frequentavo, si cominciò a parlare insistemente di capolavori come Transa e il disco collettivo Tropicália: ou Panis et Circencis, e da lì, fu amore al primo ascolto (anche perché nel frattempo era appunto diventato più facile recuperare dischi esotici).

Sarebbe difficile stare qua a raccontarvi la storia della vita e della carriera di Caetano in poche righe : non c’è lo spazio, non ne sarei capace, e c’è chi lo ha fatto prima e meglio di me. Lui stesso racconta un bel pezzo della sua vita nella bellissima autobiografia Verità Tropicale, che ho appena scoperto essere stata ristampata da SUR (l’edizione Feltrinelli era introvabile da anni). Be bisogna comunque dare un po’ di contesto : Caetano nasce a Santo Amaro, un piccolo paese vicino Salvador de Bahia, in una famiglia medio borghese e relativamente numerosa. Da giovane non gli passa minimamente per la testa di fare il musicista o il cantante, non sa nemmeno suonare la chitarra e non è sicuro di saper cantare, lui vuole fare il professore, o al massimo se si tratta di restare nell’arte, l’attore (anni dopo fu anche audizionato da Zeffirelli per la parte di San Francesco, che purtroppo non lo prese, ma questa è un’altra storia*).

Com’è e come non è, si traferisce a Salvador con la sorella Maria Bethânia, che invece vuole fare la cantante, entra nel giro, comincia a scrivere, poi a suonare, poi a cantare, e insomma nel giro di pochi anni è una star nazionale. Però Caetano è anche un provatore, un fine intelletuale, ed un agitatore politico, e, insieme all’amico Gilberto Gil – a dire di Caetano, il vero ideologo, il vero filosofo, e anche il vero musicista, a cui lui si sente parecchio inferiore –  fonda il movimento della Tropicalia, fotografato appunto nel discone Tropicália: ou Panis et Circencis. Un movimento di autoliberazione politica e artistica, alternativo e parzialmente avverso alla musica tradizionale e anche alla bossa nova, ricco di contaminazioni,  avverso ovvimente al regime e critico verso le divisioni sociali, ma inviso anche alla sinistra, e non sempre capito dal pubblico (vedere la famosa invettiva di Caetano contro il pubblico di giovani al Festival Internacional da Canção del 1968, nel bel mezzo dell’esibizione su É proibido proibir). Insomma, come dicevo non ho intenzione di dilungarmi, ma insomma, Caetano e Gil fanno abbastanza casino, vanno in carcere, escono dopo un paio di mesi e vengono spediti in esilio a Londra, poi tornano in Brasile dopo qualche anno, e rimangono delle mega star a vita che godono di immensa popolarità anche oggi.

A questo punto si potrebbe fare il solito giochino dei paragoni, e cercare di dire che Caetano è il taldeitali Brasiliano (tipo De Gregori che è il Dylan italiano insomma). Purtroppo in questo caso la cosa è parecchio complicata…il primo nome che potrebbe venire in mente è con un grande nome della musica italiana recentemente scomparso : Franco Battiato.
Entrambi fini intellettuali, entrambi con carriere lunghe più di cinquant’anni, entrambi che in carriera non sono riusciti a fare un disco brutto nemmeno volendo, entrambi con fasi più sperimentali e altre più pop. Però insomma, il paragone calza solo relativamente : Caetano, come già detto è sempre stato molto chiaro nelle sue posizioni politiche, da giovane ma anche in seguito, si è sempre messo in mezzo in prima persona nelle questioni politiche del suo paese, usando spesso anche la sua arte come veicolo di queste posizioni. Battiato, a parte un paio di lampi come Povera Patria e Inneres Auge, se ne è sempre tenuto bene al di fuori, tenendoci anche bene a precisare (in I’m that) che lui non era dalla parte di nessuno, ma solo un musicista. In più entrambi intellettuali si, ma Caetano non ha mai avuto quell’aura mistica e di distacco dal mondo (che invece appartiene più a Gil), Caetano è un intellettuale del popolo, e, quando ha voluto, quasi anche un personaggio da rotocalco, e sicuramente un amante del carnevale brasiliano per il quale ha scritto diverse musiche. Insomma, bisogna rassegnarsi al fatto che Caetano è Caetano e basta, ed è difficile farsene un’idea lavorando per paragoni.

Inutile dire che, trattandosi di più di 50 anni di musica ad altissimo livello e molto eterogenea, condensare il tutto in 80 minuti non è stato affatto facile. Ho dovuto fare parecchie scelte, alcune scontate, altre meno, ma direi che alla fine sono soddisfatto del risultato.

Giusto per spiegarne qualcuna:

– Ci ho voluto mettere almeno uno dei vari samba-cançoes elettrici (i pezzi da carnevale insomma, che aggiornano la tradizione del samba popolare al sound elettrico appunto), Atrás do Trio Elétrico

– Ho voluto mettere il meno possibile dai dischi più celebri Transa, Estrangeiro, Tropicália: ou Panis et Circencis (che è proprio assente alla fine) ed ho voluto evitare al massimo le collaborazioni

– Ho voluto rappresentare tutta la carriera, fino ai dischi recenti, che per me sono parecchio meritevoli

– Ho voluto che la playlist terminasse con A Luz de Tieta, il pezzo (scritto originariamente per una colonna sonora), che chiude da anni quasi tutti i suoi concerti, e ve l’ho messo quindi nella versione live del bellissimo Dois Amigos, Um Século de Música (con Gilberto Gil), che ho avuto la fortuna di vedere qualche anni fa all’Umbria Jazz

Inoltre, è bene sapere che:

– I testi sono quasi sempre meravigliosi, quindi il consiglio è, ove possibile, di recuperarli

– I dischi sono quasi sempre meravigliosi, quindi il consiglio è, ove possibile, di recuperarli

 

Buon ascolto !

Caetano Veloso (1968) (1)
Caetano Veloso (1971) (2)
Caetano Veloso (1972) (3)
Transa (1972) (4)
Qualquer Coisa (1975) (5)
Bicho (1977) (6)
Muito – Dentro da Estrela Azulada (1978) (7)
Estrangeiro (1989) (8)
Circuladô (1991) (9)
Cê (2006) (10)
Abraçaço (2012) (11)
Dois Amigos, Um Século de Música (con Gilberto Gil) (2016) (12)

1 – Tropicália 3:42 (1)
2 – Alegria, alegria 2:48 (1)
3 – You don’t know me 3:48 (4)
4 – The Empty Boat 4:15 (2)
5 – London London 4:17 (3)
6 – Atrás do Trio Elétrico 2:42 (2)
7 – Terra 6:43 (7)
8 – Sampa 3:19 (7)
9 – Triste Bahia 9:44 (4)
10 – O leãozinho 3:04 (6)
11 – Odeio 5:57 (10)
12 – A bossa nova é foda 3:51 (11)
13 – Não identificado 4:03 (2)
14 – A tua presença morena 2:04 (5)
15 – Qualquer coisa 3:14 (5)
16 – Fora da Ordem 5:53 (9)
17 – O Estrangeiro 6:15 (8)
18 – A Luz de Tieta (ao vivo) (con Gilberto Gil) 4:51 (12)

TOT : 80:00

Ok, dai abbiamo scherzato, non si può riassumere una carriera così in 80 minuti, sarebbe una cattiveria, soprattutto verso di voi che vi perdereste un sacco di roba. E siccome sono cattivo, ma non COSÌ cattivo, eccovi una playlist bonus con altri 80 minuti, fatta con tutto quello che è avanzato dalla prima, e che segue le stesse regole. Questa si conclude con l’esibizione al festival del 1968 su É proibido proibir, con Caetano che sbraita mentre i Mutantes sotto continuano a suonare…

BONUS Playlist : Caetano Veloso – É proibido proibir (1967 – 2018)

Domingo (con Gal Costa) (1967) (1)
Caetano Veloso (1971) (2)
Caetano Veloso (1972) (3)
Transa (1972) (4)
Joia (1975) (5)
Qualquer Coisa (1975) (6)
Bicho (1977) (7)
Muitos Carnavais (1977) (8)
Muito – Dentro da Estrela Azulada (1978) (9)
Uns (1983) (10)
Estrangeiro (1989) (11)
Circuladô (1991) (12)
Livro (1997) (13)
Noites do Norte (2000) (14)
Abraçaço (2012) (15)
Ofertório (con Moreno, Zeca e Tom Veloso) (2018) (16)

1 – Circulado de Fulo 3:29 (9)
2 – Irene 3:48 (2)
3 – Odara 7:16 (7)
4 – Chuva, Suor e Cerveja 3:24 (8)
5 – Lua, Lua, Lua, Lua 3:55 (5)
6 – Maria Bethânia 6:55 (3)
7 – Tempo de Estio 5:09 (9)
8 – São João, Xangô Menino 2:45 (9)
9 – Nine Out of Ten 4:55 (4)
10 – Jorge de Capadocia 3:20 (6)
11 – Reconvexo 3:20 (16)
12 – Livros 4:29 (13)
13 – Um Abraçaço 4:55 (15) (ao vivo nella versione Spotify)
14 – Coração Vagabundo (con Gal Costa) 2:23 (1)
15 – Voce e linda 4:52 (10)
16 – Os Outros Romanticos 4:59 (11)
17 – Michelangelo Antonioni 3:44 (14)
18 – É proibido proibir (ao vivo) (con Os Mutantes) 4:41 (singolo)

TOT : 78:00

Parte I Spotify : Playlist Spotify Caetano Veloso – Parte I

Parte II Spotify : Playlist Spotify Caetano Veloso – Parte II

Parte I Youtube : Playlist Youtube Caetano Veloso – Parte I

Parte II Youtube : Playlist Youtube Caetano Veloso – Parte II

 

Qui l’indice di tutte le playlist pubblicate : Indice delle playlist

 

*<<Leslie Gould […] mi chiamò per una chiacchierata e mi sorprese facendo riferimento alla mia presunta bellezza fisica. Mi guardava da tutte le angolazioni e – senza neanche l’ombra di un interesse di natura sessuale – sembrava felice di vedere confermata una sua opinione. Era semplicemente un manager interessato a un progetto per il quale mi giudicava adatto. Si trattava del film di Zeffirelli su san Francesco, “Fratello Sole, Sorella Luna”. […] Voleva che componessi le canzoni del film ( in verità Donovan ne aveva già scritte alcune, ma loro non erano soddisfatti), le cantassi e recitassi nel ruolo del santo. Non ci potevo credere. […] Andammo a casa di Zeffirelli, sulla via Appia. […] Il padrone di casa ci accolse con calore: subito mi prese il viso tra le mani, lo esaminò e concluse che assomigliavo molto a Florinda Bolkan. Ma lì c’era già anche un ragazzo inglese con gli occhi chiari, che avrebbe avuto la parte. Rimaneva il discorso musicale. Zeffirelli mi chiese di cantare qualcosa accompagnandomi con la chitarra. Cantai il samba “Escurinho” di Geraldo Pereira. Lui disse qualcosa su un pezzo di Roberto ed Erasmo Carlos che era stato tradotto in italiano e che trovava simile a “La Paloma “. Non le assomigliava per niente. Tra le due canzoni c’era la stessa somiglianza che c’è tra me e Florinda Bolkan.>>

(da Verità Tropicale, Caetano Veloso)