The Rolling Stones: Beggars Banquet (Decca, 1968)

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Sia inoltre permessa in questa sede una nota personale dello rolling_stonesscrivente, a titolo di rimozione del classico sassolino nella scarpa, nei confronti della gran parte del giornalismo musicale italiano: rendere il termine Sympathy con Simpatia è una solenne idiozia. A dispetto di quanto comunemente sostenuto – trattiamo di soggetti il cui Inglese è brillante quanto quello del Google Traslator, per intenderci – Sympathy significa invece compassione, comprensione, partecipazione emotiva, commiserazione, addirittura condoglianza. Perché cavolo ostinarsi, allora, a rendere il tutto in italiano come “Simpatia per il Demonio”? Fine dello sfogo.

No Expectations è in assoluto uno dei gioielli più preziosi nascosti tra i solchi della discografia Stonesiana: una ballata per due chitarre acustiche, voce e pianoforte, bella da togliere il fiato soprattutto per le struggenti linee di slide guitar suonate da Brian Jones.

«No Expectations fu registrata interamente in presa diretta.» ricorda Mick Jagger. «Eravamo seduti in cerchio per terra con le gambe incrociate, con tutti i microfoni aperti [nella registrazione sono nitidamente udibili i rumori degli spostamenti e delle sistemazioni delle gambe per evitare gli anchilosamenti, NdA], e Brian suonava la chitarra da solista con lo slide. Quella fu l’ultima volta che lo vidi realmente interessato al nostro lavoro».

I rapporti tra Jones ed il resto del gruppo, ai tempi di Beggars Banquet, erano ormai irrimediabilmente deteriorati: da lì a poco il biondo e poliedrico strumentista verrà escluso dall’organico del gruppo, lui che ne era stato fondatore suo malgrado, e vedrà il baratro spalancarsi davanti a sé.

The Rolling Stones 1968Il resto del repertorio di Beggars Banquet, seppur più oscuro e meno nobile rispetto ai già citati pezzi da novanta, è senza dubbio di alto livello: il secco blues acustico Parachute Woman è certamente quello più in vista, con il suo testo dalle forti e affatto velate allusioni sessuali, ma altrettanto interessanti possono considerarsi brani come Dear Doctor, arricchito dall’uso dell’armonica e dal singolare falsetto di Jagger nel finale, oppure Jig-Saw Puzzle, pezzo tutt’altro che scontato anche se probabilmente l’unico a non essere del tutto adeguato al livello qualitativo medio del LP.

2 COMMENTS

  1. articolo perfettamente condivisibile. Anche io penso che Jones sia stato tolto di mezzo perchè incontrollabile e in netto contrasto con gli interessi della ditta Jagger-Richard, ormai assorbita solo da fatturato e businness. E penso che il vero genio fosse lui. A parte i due dischi postumi, dove si sente ancora forte la sua influenza, gli Stones, diventata per definizione una cover band di se stessa, nn ha più prodotto brani o dischi del livello dei precedenti. Quello che dice Wyman è del tutto credibile, e difatti penso abbiano riservato medesimo trattamento anche al biondo Brian Jones. I fatti e i LP successivi parlano…… Saluti

  2. Va detto che oltre a Jones e Wyman anche Mick Taylor si è ampiamente lamentato dello stato di cose relativo ai credits delle canzoni, mollando tutto stizzito dopo appena un quinquennio e mantenendo un astio incredibile verso Jagger e Richards anche a decenni di distanza: se uno è un caso e due sono una coincidenza, tre fanno una prova.

    Jones era un genio musicale spaventoso, un polistrumentista da far tremare i polsi e un purista del blues, ma umanamente fragilissimo e del tutto incapace a gestire il successo; Jagger e Richards hanno avuto gioco facile nel levarlo di mezzo e, come giustamente hai rimarcato, dopo la sua dipartita gli Stones sono precipitati nello stato che purtroppo tutti conosciamo. Probabilmente non aveva davvero la stoffa del compositore, ma è assodato che in compenso gli Stones del periodo d’oro devono tutto a Jones in termini di intuizioni, direzione musicale, sound, approccio e immagine.

    Vederlo nel video di Rock And roll Circus relegato in un angolo e costretto a suonare le Maracas, durante l’esibizione degli Stones, è stata un’esperienza semplicemente rivoltante; personalmente ho sempre pensato che quella vergognosa umiliazione in occasione della sua apparizione finale altro non sia se non il sigillo a riprova di tutte le voci che da sempre circolano attorno al suo allontanamento dal gruppo e alla sua morte.

    “…ha formato lui il gruppo. Ha scelto lui i membri. Ha dato lui il nome alla band. Ha scelto lui la musica che abbiamo suonato. Ha organizzato tutte le esibizioni. […] Molto influente, molto importante, ma poi è andato lentamente perdendo – molto intelligente – non ha saputo gestirsi ed ha sprecato tutto.”
    (Bill Wyman)

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