The Rolling Stones: Beggars Banquet (Decca, 1968)

2
12323

Sia inoltre permessa in questa sede una nota personale dello rolling_stonesscrivente, a titolo di rimozione del classico sassolino nella scarpa, nei confronti della gran parte del giornalismo musicale italiano: rendere il termine Sympathy con Simpatia è una solenne idiozia. A dispetto di quanto comunemente sostenuto – trattiamo di soggetti il cui Inglese è brillante quanto quello del Google Traslator, per intenderci – Sympathy significa invece compassione, comprensione, partecipazione emotiva, commiserazione, addirittura condoglianza. Perché cavolo ostinarsi, allora, a rendere il tutto in italiano come “Simpatia per il Demonio”? Fine dello sfogo.

No Expectations è in assoluto uno dei gioielli più preziosi nascosti tra i solchi della discografia Stonesiana: una ballata per due chitarre acustiche, voce e pianoforte, bella da togliere il fiato soprattutto per le struggenti linee di slide guitar suonate da Brian Jones.

«No Expectations fu registrata interamente in presa diretta.» ricorda Mick Jagger. «Eravamo seduti in cerchio per terra con le gambe incrociate, con tutti i microfoni aperti [nella registrazione sono nitidamente udibili i rumori degli spostamenti e delle sistemazioni delle gambe per evitare gli anchilosamenti, NdA], e Brian suonava la chitarra da solista con lo slide. Quella fu l’ultima volta che lo vidi realmente interessato al nostro lavoro».

I rapporti tra Jones ed il resto del gruppo, ai tempi di Beggars Banquet, erano ormai irrimediabilmente deteriorati: da lì a poco il biondo e poliedrico strumentista verrà escluso dall’organico del gruppo, lui che ne era stato fondatore suo malgrado, e vedrà il baratro spalancarsi davanti a sé.

The Rolling Stones 1968Il resto del repertorio di Beggars Banquet, seppur più oscuro e meno nobile rispetto ai già citati pezzi da novanta, è senza dubbio di alto livello: il secco blues acustico Parachute Woman è certamente quello più in vista, con il suo testo dalle forti e affatto velate allusioni sessuali, ma altrettanto interessanti possono considerarsi brani come Dear Doctor, arricchito dall’uso dell’armonica e dal singolare falsetto di Jagger nel finale, oppure Jig-Saw Puzzle, pezzo tutt’altro che scontato anche se probabilmente l’unico a non essere del tutto adeguato al livello qualitativo medio del LP.