Sarah Toscano lascia temporaneamente il palco per il set. Dalla vittoria a un talent alla ribalta di Sanremo, oggi la giovane artista è il volto principale di “Non abbiam bisogno di parole”, il nuovo film Netflix che racconta la crescita di una ragazza figlia di genitori sordi. Una sfida professionale e umana, girata tra le colline del Monferrato e con l’obiettivo di raccontare la comunità dei sordi con rispetto.
Dal talent show al ruolo protagonista in un remake Netflix
La carriera di Sarah è partita da un talent e ha preso velocità tra singoli e partecipazioni a grandi eventi. Ora arriva il debutto da protagonista in un progetto che riprende una storia già famosa, quella de “La famiglia Bélier” trasformata nel film premio Oscar “CODA”.
Il regista è Luca Ribuoli, che ha scelto di trasferire la vicenda in Piemonte. Le riprese sono durate poche settimane, ma intense. Sul set è stato importante trovare un equilibrio tra la dimensione musicale e la vita quotidiana della protagonista, Eletta.
Interpretare Eletta: studio, immersione e lingua dei segni
Eletta è una ragazza di paese con il canto nel cuore e genitori non udenti. Per Sarah il ruolo ha significato molto studio e contatto diretto con chi vive quella realtà.
- Apprendimento della LIS: Sarah si è formata con insegnanti dedicati per rendere naturali i gesti e la comunicazione.
- Lavoro con attori sordi: la presenza di interpreti e colleghi non udenti ha segnato il suo approccio.
- Responsabilità rappresentativa: la giovane attrice ha voluto essere credibile per il pubblico e per la comunità sorda.
Dettagli di produzione: location, cast e atmosfera locale
Il film è girato ad Alessandria e nelle sue province. La scelta di set reali dà autenticità alla storia.
- Regia: Luca Ribuoli
- Nel cast: Serena Rossi, Carola Insolera, Emilio Insolera, Antonio Iorillo.
- Ambientazione: paesini e colline del Monferrato.
Il regista ha voluto valorizzare il territorio. Questo approccio ha trasformato il paesaggio in un personaggio aggiuntivo.
Le difficoltà sul set: voce, emozioni e trasformazione
Per Sarah le scene più complesse sono state quelle in cui cantava. Il personaggio richiedeva una voce diversa e una timidezza interiorizzata.
Alterare il timbro, modulare l’emissione e restare credibile sono state sfide tecniche e psicologiche.
Altre scene intense nascevano dal rapporto con la famiglia. Momenti di grande carica emotiva hanno coinvolto tutto il cast.
Musica e promozione: “Atlantide”, il nuovo brano
Nel film è presente un brano inedito di Sarah, intitolato “Atlantide”. La cantante ha firmato il testo in prima persona.
- Singolo originale: un pezzo scritto dalla stessa artista.
- Connessione con la storia: la canzone accompagna il percorso di Eletta verso la sua voce.
Un progetto con un obiettivo sociale: rappresentazione e rispetto
La produzione si è posta l’obiettivo di raccontare la comunità dei sordi con dignità. Sarah ha sottolineato l’importanza di evitare il pietismo.
Essere sordi è vivere una cultura a sé, con lingua e tradizioni proprie. Il film cerca di affermare questo principio.
- Promuovere conoscenza della LIS.
- Mostrare la quotidianità senza stereotipi.
- Offrire rappresentazioni costruite insieme alla comunità interessata.
Prospettive future: tra musica e cinema
Sarah non chiude la porta alla recitazione. Vuole restare libera di alternare musica e cinema, senza separare rigide etichette di carriera.
Per il pubblico, il film e il singolo sono due modi per scoprire una nuova fase della sua carriera.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



