La sera porta in tv una versione amara e intensa del mito del supereroe: Sylvester Stallone torna a vestire i panni di un eroe invecchiato in Samaritan, un film che mescola azione, mistero e temi morali. Ambientato nella oscura Granite City, il racconto sfida i canoni dei cinecomic e propone una storia personale, piena di tensione e sorprese, pronta a riaccendere il dibattito su responsabilità e identità.
Trama rivisitata: un eroe nascosto, un ragazzo curioso e una città in pericolo
Joe Smith vive ai margini. Di giorno fa il netturbino. Di notte è un enigma per la città.
Sam Cleary, un tredicenne, ritrova indizi che lo portano a credere che Joe sia in realtà Samaritan, un eroe dato per morto da vent’anni. Quando a Granite City spunta una nuova minaccia, Joe è costretto a guardare al suo passato.
- Protagonista: Sylvester Stallone interpreta Joe/Samaritan.
- Giovane convincente: Javin ‘Wanna’ Walton è Sam Cleary.
- Altro cast rilevante: Pilou Asbæk, Martin Starr, Dascha Polanco.
Un’idea fuori dai circuiti Marvel e DC: origine e stile
Samaritan non cerca di inserirsi nelle saghe pop. È un progetto originale ispirato a un fumetto contemporaneo.
La regia è di Julius Avery, che miscela toni cupi, sequenze d’azione e momenti riflessivi. L’atmosfera ricorda le città degradate dei noir, con superpoteri usati come specchio delle fragilità umane.
Elementi formali
- Ambientazione: Granite City, teatro di violenza e speranza.
- Stile: contrasto tra azione e intimismo.
- Tono: drammatico con sprazzi di redenzione.
I temi: eroe, responsabilità e anonimato del quotidiano
Il film indaga cosa significhi essere un eroe oggi. Non solo battaglie: anche scelte personali e ritiro volontario.
Stallone ha spiegato che il nucleo emotivo riguarda la difficoltà di accettare il proprio ruolo e la necessità di prendersi cura di sé per poter aiutare gli altri. Joe sceglie un lavoro che nessuno nota: lo spazzino. E proprio in questa invisibilità si nasconde una metafora potente.
- Responsabilità: tornare a combattere per il bene comune.
- Colpa e rimorso: il passato che non si vuole affrontare.
- Valore del quotidiano: i lavori invisibili che sostengono la comunità.
Attenzione: spoiler sul finale e sulla grande rivelazione
Se non volete conoscere dettagli cruciali della trama, non proseguite oltre.
Nel cuore della pellicola emerge uno sviluppo che ribalta le aspettative. La storia di Joe si lega a quella di Nemesis, figura oscura e riflesso negativo dell’eroe.
Scopriamo che la rivalità tra Samaritan e Nemesis affonda le radici nell’infanzia: due fratelli gemelli, sopravvissuti a un incendio che uccise i genitori, scelsero strade opposte. La rivalità si rinnova quando un nuovo malintenzionato di Granite City, Cyrus, cerca di incarnare la versione moderna di Nemesis.
Durante lo scontro finale Joe è costretto a fare i conti con il proprio passato. Emergono confessioni che cambiano il quadro morale delle azioni compiute dagli anni prima. Il confronto culmina in un momento tragico in cui uno dei fratelli non riesce a salvare l’altro, nonostante gli sforzi.
Alla fine, Joe prende una decisione che sacrifica la propria identità alla città: permette che l’opinione pubblica conservi la speranza, raccontando ai giornalisti che Samaritan è ancora vivo. Così protegge un segreto e lascia Granite City con un alone di mistero.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



