Jonny Greenwood e il regista Paul Thomas Anderson hanno chiesto la rimozione di un brano tratto dalla colonna sonora de Il filo nascosto dal documentario su Melania Trump. La disputa riguarda l’uso non autorizzato, a loro dire, di una parte della partitura in un progetto prodotto da Amazon MGM e diretto da Brett Ratner.
Perché Greenwood e Anderson vogliono la rimozione
I due hanno sostenuto che l’impiego della musica non è stato comunicato prima dell’uscita del film. Secondo i loro rappresentanti, questo comportamento viola i termini contrattuali di Greenwood come compositore.
Il punto centrale è che, pur non detenendo il copyright sulla registrazione originale, Greenwood avrebbe dovuto essere consultato per l’uso da parte di terzi.
Il pezzo incriminato e altri brani presenti
Oltre a un estratto della colonna sonora de Il filo nascosto, il documentario include numerosi brani famosi. Alcuni funzionano come needle drops nelle sequenze più rilevanti.
Scelte musicali che attirano l’attenzione
- Un brano tratto dalla colonna sonora de Il filo nascosto, composta da Jonny Greenwood.
- Gimme Shelter dei Rolling Stones, usata nell’apertura.
- Canzoni di Michael Jackson, Aretha Franklin, Elvis Presley e James Brown.
La presenza di Gimme Shelter è particolarmente sensibile, perché gli Stones hanno più volte vietato l’uso delle loro canzoni in comizi politici. Tuttavia, la band non controlla tutte le registrazioni precedenti al 1971.
Chi ha concesso le licenze e le posizioni dei produttori
I rappresentanti di Universal Pictures e di Amazon MGM non hanno ancora rilasciato commenti pubblici alla richiesta di Greenwood e Anderson. La dinamica della licenza resta al centro del contendere.
Amazon MGM aveva difeso l’acquisizione del film spiegando che l’operazione è stata motivata da ragioni commerciali. La società ha negato qualsiasi intento politico o secondario.
Numeri del progetto e interrogativi politici
Il documentario è costato, secondo fonti, circa 75 milioni di dollari tra produzione e marketing. Questo dato ha acceso dibattiti sul perché un gigante come Amazon abbia investito così tanto in un film su una figura di spicco del panorama politico.
- Budget stimato: 75 milioni di dollari.
- Incassi iniziali: circa 13 milioni nelle prime due settimane.
- Domande sul legame tra interesse commerciale e relazioni con l’amministrazione.
Il ritorno di Brett Ratner e le tensioni sul set
Melania è il primo progetto importante di Ratner dopo anni di inattività pubblica. Il regista è stato in passato accusato di aggressione sessuale, accuse che ha sempre negato.
Più fonti interne hanno descritto la lavorazione come caotica e disorganizzata. Alcuni membri della troupe hanno espresso disagio per il tono percepito come propagandistico e per la gestione del set.
Possibili scenari legali e prossimi passi
La richiesta formale di rimozione apre la strada a trattative tra le parti. Le opzioni includono la rimozione del brano, un accordo economico o una contestazione legale sul presunto mancato rispetto del contratto.
Se la musica venisse rimossa, il montaggio del documentario potrebbe subire modifiche sostanziali nelle sequenze che la sfruttano.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



