Questa sera, martedì 18 agosto alle 21.20 su Rai 4, va in onda Hood Witch – Roqya, thriller francese che mescola tensione sociale e atmosfere oscure. Il film, al debutto nella regia di Saïd Belktibia, mette al centro una donna che lotta per sopravvivere in una periferia parigina segnata da superstizione e sospetto.
La trama: tra superstizione, accuse e fuga
La protagonista è Nour, madre single che vive ai margini e mantiene sé e il figlio con attività ai limiti della legge. Importa animali esotici per pratiche rituali e gestisce una piattaforma per mettere in contatto il quartiere con guaritori.

Quando una seduta finisce tragicamente, la comunità inizia a puntare il dito contro di lei. Le accuse di stregoneria si moltiplicano e la situazione degenera in linciaggio sociale: l’appartamento viene dato alle fiamme e Nour è costretta a scappare, separata dal figlio Amine.
Nel suo percorso di sopravvivenza si confronta con la violenza della folla, la circolazione virale delle voci sui social e la difficoltà a distinguere tra fede, rituale e realtà concreta.
Dove e quando vederlo e dettagli di trasmissione
La pellicola è programmata su Rai 4. L’appuntamento televisivo è evidenziato nella programmazione della serata del 18 agosto.
- Titolo internazionale: Hood Witch – Roqya
- Titolo originale: Roqya
- Anno: 2023
- Genere: thriller, dramma con venature horror
Cast: chi interpreta i personaggi principali
Al centro del racconto c’è la performance di Golshifteh Farahani, che dà volto e corpo a Nour. Il cast include volti noti e giovani interpreti che animano il quartiere.

- Golshifteh Farahani — Nour
- Amine Zariouhi — Amine
- Jérémy Ferrari — Dylan
- Denis Lavant — Jules
- Issaka Sawadogo — Ahmed
- Altri: Karim Belkhadra, Farida Mouffok, Mathieu Espagnet, Alexis Manenti (esorcista)
Dietro la macchina da presa: regia, sceneggiatura e produzioni
Saïd Belktibia firma il suo primo lungometraggio insieme a Louis Pénicaut. Tra i produttori figura anche Ladj Ly, noto per il film I miserabili.
La pellicola è stata presentata al Festival di Cannes nella sezione ACID, riconoscimento che ha portato attenzione internazionale al progetto.
Scelte narrative e stile visivo
Belktibia costruisce un racconto che gioca sul contrasto tra realismo sociale e suggestioni rituali. Il soprannaturale resta sullo sfondo, mentre la vera minaccia è la forza del pregiudizio collettivo.
Il significato di “Roqya” e i temi al centro del film
Il titolo originale, Roqya, richiama pratiche di guarigione spirituale legate a rituali religiosi. Nel film queste pratiche diventano il mezzo per esplorare la marginalità e la vulnerabilità delle persone.
- Superstizione e fede: confini sfumati tra rituale e credenza popolare.
- Violenza di gruppo: come le paure collettive si trasformano in aggressione.
- Precarietà: la lotta quotidiana di chi vive ai margini della città.
- Impatto dei social: propagazione rapida delle accuse e spettacolarizzazione della tragedia.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



