Lia Cigarini: il femminismo della donna per la donna

Lia Cigarini si è spenta a 89 anni, lasciando un segno profondo nel femminismo italiano e nella vita culturale di Milano. Avvocata, teorica e organizzatrice, è ricordata soprattutto per aver contribuito a creare la Libreria delle Donne, uno spazio che ha trasformato la città e le pratiche politiche delle donne.

Da giurista a voce critica del movimento femminile

Nata nel 1937, Cigarini si forma nel diritto e lavora come avvocatessa in un ambiente ancora molto maschile. Ben presto il suo interesse supera la sola pratica legale.

Negli anni Sessanta decide di lasciare le forme tradizionali della militanza di sinistra per cercare percorsi di azione politica autonomi, insieme ad altre donne che rifiutano la centralità dei partiti. Questo passaggio segna l’inizio di un lavoro collettivo centrato sulla critica delle strutture patriarcali.

Demau: prima esperienza collettiva e riflessione teorica

Il gruppo Demau (Demistificazione dell’Autoritarismo Patriarcale) nasce a Milano come esperimento teorico e politico.

Obiettivi e metodo

  • Analizzare le pratiche di potere che sostengono la subordinazione femminile.
  • Mettere in discussione norme culturali e modelli di riferimento.
  • Favorire lo scambio tra donne e la costruzione di una coscienza collettiva.

Nel 1969 il collettivo pubblica un testo su Il Manifesto che anticipa molte riflessioni poi centrali nel movimento femminista degli anni Settanta.

La nascita della Libreria delle Donne a Milano

Nel 1975 Cigarini, insieme ad altre compagne, dà vita a un luogo ispirato a esperienze simili in Francia.

La Libreria delle Donne non è solo uno spazio commerciale, ma un laboratorio politico e culturale. Qui si legge, si discute, si costruiscono pratiche collettive che partono dall’esperienza femminile.

  • Sede storica: via Dogana (da cui nasce anche il nome della rivista).
  • Trasferimento nel 2001 in via Pietro Calvi 29.
  • Funzioni: vendita, incontro, produzione di pensiero critico.

Cos’è il femminismo della differenza

Questa corrente italiana mette al centro la specificità dell’esperienza femminile.

Non si tratta di una ricerca di identità essenziale ma di un modo di ripensare il linguaggio, le relazioni e le pratiche politiche. La differenza diventa risorsa critica per riorganizzare i significati sociali e i rapporti di potere.

Il femminismo della differenza si distingue dalle istanze rigorosamente egualitarie. Propone una politica che valorizza la soggettività delle donne come punto di partenza.

Il pensiero giuridico e la politica del desiderio

Nella sua riflessione Cigarini mette a fuoco il rapporto tra diritto e vita quotidiana.

Per lei le leggi non bastano: servono cambiamenti nelle relazioni e nei linguaggi. Critica l’idea che basti occupare ruoli istituzionali per trasformare il reale.

In testi come La politica del desiderio la forza trasformativa del desiderio femminile viene descritta come leva per una diversa pratica politica.

Rete milanese: compagne e interlocutrici

La scena milanese di quegli anni è ricca di figure che dialogano e si contaminano a vicenda.

  • Carla Lonzi: voce radicale e teorica, impegnata nella riflessione critica sulla cultura maschile.
  • Carla Accardi: coniuga arte e politica in percorsi innovativi.
  • Elvira Banotti: tra le prime a denunciare pubblicamente le violenze e le ingiustizie subite dalle donne.
  • Luisa Muraro: collaboratrice e cofondatrice della Libreria, influente nel pensiero della differenza.

Intorno a queste figure nascono collettivi, gruppi di autocoscienza e pratiche condivise che trasformano il tessuto culturale della città.

La Libreria oggi: attività e patrimonio culturale

La Libreria delle Donne continua a essere viva e attiva nel panorama cittadino.

  • Oltre 3.000 autrici presenti negli scaffali.
  • Più di 10.000 titoli a catalogo.
  • Produzione editoriale e rivista Via Dogana.
  • Eventi: presentazioni, gruppi di lettura, dibattiti e percorsi formativi.

Lo spazio mantiene una dimensione autonoma e non istituzionalizzata, fedele alle origini politiche del progetto.

Linee di continuità: eredità e nuove pratiche

Il modello della Libreria delle Donne ha ispirato una rete di spazi femministi e transfemministi a Milano.

  • Casa delle Donne di Milano.
  • Lato D – Libreria del Desiderio.
  • Libreria Antigone e altri luoghi di pratica politica.

Questi spazi interpretano in modi diversi l’eredità di quella stagione, lavorando su desiderio, linguaggio e trasformazione delle relazioni.

Presenza e memoria nella vita cittadina

In un’epoca dominata dal digitale, la presenza fisica di luoghi come la Libreria conserva un valore pubblico.

L’eredità di Lia Cigarini si misura nella pratica della relazione, nei linguaggi e nella cura della soggettività. Ancora oggi molte modalità con cui pensiamo le relazioni e la politica devono a quella storia.

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