La serata del secondo Bootcamp di X Factor 2026 ha regalato emozioni contrastanti: momenti luminosi, scivoloni imbarazzanti e discussioni accese al tavolo dei giudici. Tra voci sorprendenti e scelte discutibili, il palco ha mostrato un quadro variegato di talenti pronti a dividere il pubblico.
Voci che hanno acceso il palco (voti 9–10)
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Le distanze — Voto 10
Giovanissimi che interpretano classici con un’intensità fuori scala. La loro versione di Ritornerai è un pugno allo stomaco di rara sincerità.

I giovanissimi che hanno emozionato con la loro versione intensa di ‘Ritornerai’. La giuria non poteva che premiare l’autenticità: hanno conquistato l’accesso diretto e il consenso emotivo della sala.
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Benedetta Cornalba “Kora” — Voto 9,5
Da un rap convincente a una prova melodica complessa, Kora ha mostrato tre registri distinti e grande presenza scenica.

Kora ha mostrato versatilità tra rap e melodie complesse. Se ha altri inediti come l’audition, sarà dura trovare punti deboli.
Rivelazioni e scelte vincenti (voti 8–9)
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Martina Cerruti — Voto 9
Voce potente, meno accademica, con forte personalità. Jake ha visto giusto a sceglierla.
Potrebbe imparare a mordere di più sotto la guida giusta.
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Camilla Guerini — Voto 8,5
Timbrica solida e controllo notevole. Forse manca ancora un’identità proprio personale.
Molto precisa nelle cover, resta la sensazione che aspetti un brano tutto suo.
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Christian Cordone — Voto 8
Controllo vocale e presenza fisica sorprendenti. Sa gestire palco e spettacolo.
Per qualità eclettica potrebbe diventare grande con la guida giusta.
Duetti e personalità emergenti (voti 7–7,5)
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Alessandro Davide Fontana e Danny Anania — Voto 7,5
Alex ha un carisma rock unico. Il mix tra teatralità e voce è irresistibile.
Danny mostra gusto e una vena da cantautore retrò; entrambi hanno carattere.
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Sofia Sole Cammarota — Voto 7,5
Voce straordinaria in mezzo a molte interpreti simili. Il rischio è perdersi nella massa.
La scelta dei giudici riflette la difficoltà della categoria femminile quest’anno.
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D!PS — Voto 7,5
Affrontano una canzone complessa e ne escono bene, pur rischiando la confusione ritmica.
Hanno una corda sola, ma la tirano forte.
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Scraffs — Voto 7
Partenza incerta, poi recuperano. Il frontman convince sugli acuti, gli strumentisti sono solidi.
Servirà però qualcosa in più alle Last Call per emergere tra tante band forti.
Buone idee che meritano attenzione (voti 6–6,5)
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Camilla Tradardi — Voto 6,5
Scelta di repertorio coraggiosa. Non raggiunge i capolavori, ma offre visione e personaggio credibile.
Più personaggio che percorso musicale definito, e va benissimo così per ora.
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Duilio Perrera — Voto 6
Più autentico rispetto alla volta scorsa, col suo graffio e una presenza da palco genuina.
Potrebbe essere più a suo agio in contesti meno televisivi, ma ha materia.
Performance in bilico, punti interrogativi (voti 4–5,5)
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Elia Ballancin — Voto 5,5
Personaggio “selvaggio” convincente. A tratti retorico, ma con potenziale di crescita.
Piace per realismo e identità, sarà interessante seguirne l’evoluzione.
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Timothee Bonnardel — Voto 5,5
Piazzo alcuni momenti di grande applauso, ma resta una sensazione di straniamento.
Funziona a tratti come intrattenitore più che come interprete puro.
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Hålo — Voto 5
Qualità tecnica evidente, ma sul palco non si fanno notare abbastanza.
In anni diversi avrebbero passato il turno; stavolta rischiano la cancellazione.
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Salvatore Picone — Voto 5
Canta pulito, ma si perde in un contesto sovraffollato di voci simili.
Serve un elemento di distinzione per emergere davvero.
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Matilde G — Voto 4,5
Scelta di brano discutibile. L’idea del muro sonoro non si traduce come sperato.
Lascia una battuta memorabile, ma non abbastanza per rimanere impressa.
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Chiara Ludovica Giorgi “Claude” — Voto 4,5
Molte qualità: piano, arrangiamento, voce. Ma fare tutto insieme l’ha penalizzata.
I giudici le offrono un’altra chance; servirà più scelta strategica.
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Elisa Benetti — Voto 4
Carisma e attitudine forti, ma una sbavatura tecnica costa cara in una prova secca.
Ha tutto per tornare più preparata, ma l’errore è stato pagante per i suoi avversari.
Errori e uscite difficili da spiegare (voti 3–1)
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Manuel Gargano — Voto 4
Brano tosto e potenziale emotivo non del tutto trasmesso. L’interpretazione sembra forzata.
Canta bene, ma manca la profondità necessaria per quel repertorio.
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Alanis Fiscarelli — Voto 3
Stile enigmatico e inedito curioso. Più fumo che sostanza nella prova live.
La strategia sembra più orientata agli streaming che a convincere i giudici.
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Mattia Fanti — Voto 2
Scelta di pezzo sbagliata e intonazione altalenante. La performance risulta incoerente.
È difficile pensarlo pronto per un percorso televisivo di due mesi così com’è.
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Niccolò Riolfo — Voto 1
Persona simpatica e idee interessanti sugli arrangiamenti, ma canto insufficiente per il palco.
Più adatto a ruoli di supporto che a stare davanti al microfono da solo.
Il tavolo dei giudici: tensioni, strategie e scelte
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Jake La Furia ha mostrato nervosismo e calcoli strategici. Alcune decisioni hanno acceso discussioni.
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Giorgia e Paola hanno alternato consigli tecnici e scelte emotive. Irama è apparso più freddo nei giudizi.
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Alcuni X-Pass sono stati letti come mosse prevedibili. La gestione delle categorie femminili resta tema caldo.
Osservazioni sui trend e cosa aspettarsi dalle Last Call
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La categoria delle interpreti femminili sembra sovraffollata di talenti simili.
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Le band dovranno trovare personalità uniche per non perdersi in un lotto molto competitivo.
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Chi saprà scegliere repertorio e identità vincerà. Non bastano solo buone doti tecniche.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



