Tuta Adidas riscaldante: come riscalda gli atleti dall’interno

Nel cuore delle preparazioni per le gare più fredde, adidas ha sviluppato un sistema che punta a trasformare i minuti che precedono la partenza in un vantaggio concreto. Il nuovo SISTEMA CLIMAWARM si propone di mantenere ottimale la temperatura muscolare degli atleti, senza limitare i movimenti, e arriva alle Olimpiadi Invernali con l’ambizione di cambiare le routine pre-gara.

Perché il riscaldamento immediatamente prima della gara fa la differenza

Il tempo che intercorre tra il warm-up e lo start può compromettere la prontezza del corpo. Quando gli atleti passano da ambienti caldi a condizioni sotto zero, il calo della temperatura muscolare riduce velocità e potenza.

  • Per sport come bob e skeleton, la temperatura corporea è cruciale.
  • La perdita di calore può annullare minuti di lavoro fisiologico.
  • Mantenere i muscoli pronti influisce su esplosività e controllo.

Come è nato il progetto: dall’esperienza in pista alle piste da ghiaccio

L’idea ha radici lontane: i problemi emersi durante i Giochi di Londra 2012 con i ciclisti su pista hanno acceso la ricerca. Atleti che terminavano il riscaldamento e aspettavano la gara rimanevano freddi per 20-30 minuti.

Quella intuizione è stata ripresa per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, in collaborazione con team come quello britannico di bob e skeleton. In condizioni tra zero e -10°C, la sfida era più complessa.

La tecnologia dietro il SISTEMA CLIMAWARM

Componenti e funzionamento

Il sistema integra cuscinetti riscaldanti sottilissimi all’interno di giacche e pantaloni. Il tessuto rimane leggero e aderente, per non ostacolare la mobilità.

  • Attivazione con un semplice tap per scegliere la potenza.
  • Modalità boost per calore intenso e impostazioni più moderate.
  • Integrazione quasi invisibile per non alterare la vestibilità.

Sensori e controllo automatico

Sensori interni monitorano il microclima tra pelle e tessuto. Se la temperatura si avvicina ai limiti, il sistema interviene e si regola da solo.

La protezione è parte centrale del progetto. Attraverso test e studi con università partner è stato stabilito un limite sicuro.

La soglia di sicurezza: il parametro dei 45°C

Per evitare rischi di surriscaldamento, il team di ricerca ha definito una temperatura massima. Il sistema non supera questo valore e si spegne se necessario.

  • Obiettivo: beneficio muscolare senza stress termico.
  • Automazione per intervenire in tempo reale.
  • Validazione con studi fisiologici e prove sul campo.

Ruolo della ricerca applicata e collaborazione con gli atleti

Margherita Raccuglia, Director of Athlete Performance di adidas, guida l’integrazione tra scienza e design. Il suo lavoro traduce misure fisiologiche e biomeccaniche in soluzioni pratiche.

La strada è stata fatta ascoltando gli atleti. Test in laboratorio e sul campo hanno identificato bisogni concreti e limiti specifici.

Risultati sul campo: mobilità e resa percepita dagli atleti

Gli atleti hanno segnalato subito che il calore è efficace senza costringere i movimenti. La sensazione è di temperatura ottimale con pieno range di mobilità.

  • Migliore mantenimento della prontezza muscolare.
  • Riduzione del rischio di perdere il beneficio del warm-up.
  • Possibilità di adattare il calore alle esigenze individuali.

Verso un uso oltre le competizioni: idea di mercato e potenziali applicazioni

Pur nato per l’alta performance, il sistema è studiato anche per un uso più ampio. adidas valuta la commercializzazione per atleti e appassionati.

L’adozione fuori dal contesto agonistico potrebbe estendere benefici a chi si allena al freddo o pratica sport outdoor.

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