Spike Lee torna a sfidare aspettative e generi con Highest 2 Lowest, film che ripensa il capolavoro di Akira Kurosawa del 1963 e lo trasporta nelle strade pulsanti di New York. La pellicola, disponibile su Apple TV+, mescola tensione, humor urbano e una forte componente musicale. Al centro c’è Denzel Washington, affiancato da Jeffrey Wright e A$AP Rocky, in un racconto di ricchezza, ricatto e moralità che parla alla città di oggi.
Perché Spike Lee parla di reinterpretazione e non di remake
Lee spiega che il suo lavoro non cerca di replicare il film di Kurosawa. Preferisce pensarlo come una nuova lettura. Per lui, trasformare un classico equivale a reinterpretare un tema, non a copiarlo pedissequamente.
Richiamando l’idea del jazz, Spike paragona il progetto a un brano suonato in modo diverso. L’originale resta sacro, ma la versione contemporanea segue una propria logica artistica.
Un ponte tra romanzo americano e cinema giapponese
La storia di base nasce da un romanzo statunitense di Ed McBain, poi adattato da Kurosawa per il grande schermo. Lee ha inserito la sua firma spostando il conflitto nella metropoli moderna, pur mantenendo vivo il nucleo morale dell’opera.
- Origine letteraria: King’s Ransom di Ed McBain.
- Adattamento storico: High and Low di Kurosawa.
- Rilettura contemporanea: Highest 2 Lowest ambientato nel Bronx e a Manhattan.
La collaborazione con Denzel Washington
Cinque film, una sintonia evidente
Il rapporto tra Spike e Denzel è ormai consolidato. I due sono al loro quinto progetto insieme. La familiarità sul set ha permesso di lavorare senza ripartire da zero. Lee mette in luce la dinamica di squadra, dove l’attore principale convive con la visione registica.
- Mo’ Better Blues
- Malcolm X
- He Got Game
- Inside Man
- Highest 2 Lowest
A$AP Rocky: sorprendente presenza sullo schermo
Il passaggio del rapper al ruolo di attore è descritto come autentico. Rocky ha affrontato la parte con impegno, senza fingere. Di fronte a una star come Denzel, il giovane interprete ha dovuto alzare l’asticella, contribuendo a creare tensione e conflitto generazionale nella narrazione.
Scelte visive, rimandi e omaggi al cinema
Lee concede riferimenti espliciti ad altri grandi autori. Tra gli omaggi c’è una sequenza di inseguimento in metropolitana sovrapposta alla Puerto Rican Day Parade, che rimanda alle grandi scene d’azione del cinema americano classico.
Il regista cita l’influenza di film visti in gioventù e di registi che lo hanno segnato. La sua estetica unisce rigore e audacia, creando momenti di grande impatto visivo.
I temi morali al centro del racconto
Al cuore del film c’è una domanda semplice e dura: cosa faranno le persone quando la moralità viene messa alla prova? Lee esplora il dilemma del protagonista, un magnate della musica il cui potere e la cui famiglia diventano bersaglio di un rapimento.
Il racconto mantiene la tensione etica dell’opera originale, ma la colloca in contesti sociali e culturali contemporanei.
Il ruolo dell’identità e della rappresentazione
Spike respinge l’idea di rappresentare la comunità nera come un blocco unico. Per lui la diversità interna a quella comunità è fondamentale. Non si pone il compito di offrire un’unica versione di un’esperienza collettiva.
- Pluralità: le storie afroamericane sono molteplici.
- Libertà creativa: Lee evita imposizioni identitarie rigide.
- Ricchezza culturale: nomi, pratiche e sensibilità che cambiano e si inventano.
Appunti personali: incontri e passioni del regista
Lee parla con affetto di Kurosawa e del proprio percorso di formazione. Ricorda le prime visioni alla scuola di cinema e il ruolo che grandi film come Rashomon hanno avuto nella sua formazione artistica. Conserva ricordi e oggetti che testimoniano il legame con quei maestri.
La cinefilia di Spike emerge come motore creativo. La sua pratica di regista è nutrita da riferimenti lontani e vicini, che emergono nelle scelte di messa in scena.
Dove vedere il film e cosa aspettarsi
Highest 2 Lowest è disponibile su Apple TV+. Lo spettatore può aspettarsi un mix di thriller, commedia urbana e riflessione morale. La presenza di Denzel, il cast eterogeneo e la regia di Spike promettono un’esperienza intensa e ricca di riferimenti cinematografici.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



