Olivia Wilde è tornata al centro dell’attenzione con due film che parlano di relazioni, desiderio e identità. Dopo un periodo lontano dalle luci, l’attrice e regista ha scelto di lavorare su sé stessa e sul suo mestiere. Il risultato è una stagione creativa intensa, con un titolo già nelle sale italiane e un altro in attesa di uscita nel nostro Paese.
Due film, due anime: cosa raccontano e perché contano
I due progetti che hanno segnato il ritorno di Wilde esplorano il complesso mondo degli affetti moderni.
- The Invite: una commedia nera ambientata quasi tutta in una cena tra coppie, che mette a nudo gelosie e dinamiche intime.
- I Want Your Sex: opera di Gregg Araki in cui Wilde interpreta un’artista provocatoria in una relazione BDSM con un assistente molto più giovane.
Entrambi i film sono stati presentati al Sundance e hanno consolidato la presenza di Wilde sia davanti che dietro la camera.
Da spettatrice a regista: la scelta di dirigere The Invite
Wilde ha ricevuto la sceneggiatura inglese e ha deciso subito che voleva guidare il progetto. Per lei la regia era un’opportunità per realizzare desideri tecnici e stilistici.

- girare su pellicola 35mm;
- provare intensamente con gli attori come in teatro;
- creare un set che favorisse l’improvvisazione e la verità emotiva.
Ha coinvolto Seth Rogen, Edward Norton e Penélope Cruz. Le prove collettive sono durate settimane, e la sceneggiatura è stata riscritta incorporando esperienze personali del cast.
Il doppio ruolo: dirigere e recitare tra responsabilità e libertà
All’inizio Wilde non voleva interpretare la protagonista. Poi le circostanze e l’intuizione degli altri membri del cast l’hanno convinta a indossare anche i panni di Angela.
Recitare e dirigere contemporaneamente le ha dato un controllo immediato sull’energia del set. Dice di essersi sentita «sbloccata» e più libera di sperimentare.
Perché Angela è un ruolo chiave
Il personaggio di Angela le ha permesso di ribaltare stereotipi e mettere in scena una femminilità non convenzionale. Interpretarla è stato per Wilde un atto politico e liberatorio.
Dal festival alle sale: vendite, strategie e reazioni del pubblico
Al Sundance entrambi i film hanno attirato l’attenzione dei distributori. The Invite ha trovato in A24 un partner deciso a portarlo nelle sale.
- A24 ha acquistato The Invite dopo la première.
- Magnolia ha acquisito I Want Your Sex.
- The Invite è uscito in molte sale, conquistando il pubblico dal vivo.
Wilde ha voluto la proiezione in sala perché certe battute e scene dialogiche funzionano meglio guardate insieme a un pubblico reale. Il film è diventato un piccolo fenomeno sorpresa.
Il processo creativo: prove, condivisione e trasformazione
Prima delle riprese Wilde ha promosso workshop dove attori e autori hanno aperto il proprio bagaglio emotivo. Queste sessioni hanno alterato la sceneggiatura trasformandola in qualcosa di originale.

Le conversazioni sul palco e dentro la sala prove hanno riguardato paure, rimpianti e i nodi delle relazioni moderne. Il materiale nuovo è stato inserito nel copione, rendendolo più personale.
Il periodo di pausa e la metafora agricola della rinascita
Wilde racconta la sua assenza come un tempo necessario per rigenerarsi. Paragona quei mesi al maggese, quando la terra riposa per tornare più fertile.
Ha viaggiato, letto molto e lasciato che «la polvere si posasse». Questo periodo ha inciso sulla sua scelta dei progetti e sul modo di lavorare.
Cosa resta e cosa viene dopo: nuovi progetti e uno sguardo al futuro
L’attrice e regista sta già progettando un nuovo film a Londra. Anche questo sarà una commedia e rifletterà la fase personale in cui si trova.
- nuove storie da raccontare;
- maggiore sicurezza artistica;
- volontà di divertirsi continuando a sperimentare.
Wilde parla di aver trovato una voce e di sentirsi più serena nel proprio mestiere. Vuole proseguire su questa strada, coltivando un lavoro che unisca rischio e leggerezza.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



