Il romanzo Life of M di Rachel Cusk ha già acceso un dibattito: il personaggio centrale richiama in modo inquietante un’attrice nota al grande pubblico. Tra somiglianze biografiche e riferimenti cinematografici precisi, molti lettori hanno collegato “M” a Natalie Portman. Il ritratto nel libro, però, non è affatto benevolo.
Perché molte tracce portano a Natalie Portman
La protagonista del romanzo è un’attrice che comincia da bambina, vive in una città europea attraversata da un fiume e attraversa fasi di celebrità e ritiri negli studi.
Questi elementi, messi insieme, spingono il lettore verso un nome preciso.
- Debutto infantile: nel libro la madre interviene per attenuare scene potenzialmente compromettenti.
- Scelta degli studi: la carriera si interrompe per dedicarsi agli studi.
- Ritorno trionfale: una parte drammatica da ballerina porta a nuova gloria e riconoscimenti.
La combinazione di questi aspetti ha trasformato “M” nel centro di una piccola controversia letteraria prima ancora dell’uscita del libro.
Riferimenti cinematografici evidenti: Léon, Il cigno nero, Vox Lux
Nel romanzo compaiono scene e descrizioni che richiamano opere ben conosciute.

- Léon: il debutto giovanile e la questione della sessualizzazione del personaggio ricordano il film di Luc Besson.
- Il cigno nero: la consacrazione attraverso una parte da ballerina tormentata rimanda all’opera di Aronofsky.
- Vox Lux: la trama di una giovane sopravvissuta a una sparatoria che diventa popstar è molto simile al film di Brady Corbet.
La presenza di un titolo meno scontato come Vox Lux riduce ulteriormente il campo delle possibilità.
Come i film costruiscono l’associazione
Non è un singolo dettaglio a convincere i lettori, ma l’insieme. Le sequenze descritte dal romanzo corrispondono a momenti pubblici e riconoscibili della filmografia a cui molti spettatori associano Portman.
Il legame reale tra Rachel Cusk e Natalie Portman
Non si tratta di mera speculazione: Cusk e Portman si conoscono nel mondo culturale.
- Portman ha citato più volte l’ammirazione per l’opera di Cusk.
- Ha selezionato libri di Cusk per il proprio book club.
- Nel 2022 Portman ha intervistato Rachel Cusk; nel 2024 ha riproposto un’altra opera dell’autrice nel suo progetto pubblico.
Questi rapporti pubblici complicano il dibattito. Fonti vicine all’attrice però ridimensionano ogni idea di conoscenza intima della sua vita privata.
Il ritratto di “M”: una figura svelata e critica
Nel romanzo “M” è cordiale e disponibile. Eppure la narratrice insinua che questa apparenza sia una maschera.

Secondo il testo, la donna fatica a vivere le emozioni in modo autentico. La sua identità sarebbe stata sostituita dall’immagine che il pubblico ha costruito di lei.
Questa lettura ha spinto molti recensori a parlare di un quadro impietoso.
- Performatività: sia sul set sia nella vita privata, “M” continuerebbe a recitare.
- Alienazione: la celebrità la separa dalla possibilità di essere se stessa.
- Critica sociale: il libro indaga il modo in cui il pubblico plasma e consuma le vite pubbliche.
Nonostante le somiglianze, non esistono dichiarazioni ufficiali che confermino che Cusk abbia preso stralci della vita privata dell’attrice reale.
La reazione dell’attrice e delle sue fonti
Pubblicamente Natalie Portman non ha commentato la vicenda. Le persone a lei vicine hanno cercato di minimizzare il collegamento.
La somiglianza, quindi, potrebbe riguardare soprattutto elementi pubblici della biografia e della filmografia.
Al tempo stesso, l’uscita del romanzo (prevista per il 27 agosto) e l’assenza di un’edizione italiana confermano che il dibattito si è sviluppato prima che molti lettori possano valutare il testo integralmente.
Il ribaltamento finale: finzione contro realtà
Nel finale del romanzo la situazione cambia. “M” legge la descrizione che la narratrice ha scritto e reagisce.
La donna nega di riconoscersi nel ritratto e contesta presunte imprecisioni factuali.
La narratrice, a sua volta, sostiene che M è un personaggio di finzione. Questo colpo di scena invita il lettore a rivedere le proprie certezze.
L’intento dell’autrice
Cusk ha affermato che il finale è pensato per destabilizzare il lettore. Vuole che le pagine finali facciano esplodere le letture precedenti.
Così, secondo l’autrice, ciò che appare vero nel romanzo potrebbe essere frutto dell’immaginazione narrativa.
Alla luce di questi elementi, la questione se “M” sia o meno Natalie Portman resta complessa. Gli spunti che rimandano all’attrice sono numerosi e specifici, ma l’opera gioca deliberatamente con il confine tra biografia pubblica e invenzione letteraria
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



