Arriva oggi nelle sale italiane un film che ha sorpreso critica e pubblico. È il primo lungometraggio del regista iracheno Hasan Hadi, un racconto essenziale e potente ambientato nell’Iraq degli anni Novanta.
Un debutto premiato e il percorso festivaliero
Il film ha debuttato a Cannes conquistando riconoscimenti importanti. Tra i premi più citati ci sono la Caméra d’Or e il premio del pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs.
- Selezioni e premi: Festival di Cannes, proiezioni in altri festival internazionali.
- Tappe precedenti: presenza al Sundance e vari grant che hanno sostenuto il progetto.
- Uscita italiana: distribuzione nelle sale a partire da oggi.
Il successo festivaliero ha avviato un dialogo globale attorno a un’opera che parla di privazioni, potere e resistenza quotidiana.
Ambientazione storica: Iraq sotto sanzioni
La storia è collocata nel periodo delle sanzioni imposte all’Iraq tra il 1990 e il 2003. Quell’epoca segnò il paese con carenza di beni e collasso economico.
In questa cornice prende vita una costrizione assurda: ogni scuola deve preparare una torta per il compleanno del Presidente.
- Richieste impossibili: ingredienti scarsi o introvabili.
- Pressione sociale: il fallimento si traduce in punizioni per la famiglia.
- La torta come strumento di potere e umiliazione.
La festa diventa strumento di controllo e la ricerca di un dolce si trasforma in un atto carico di conseguenze.
Trama e personaggi: la missione di Lamia
Protagonista è Lamia, una bambina di nove anni che vive in una capanna sul fiume. Con lei ci sono la nonna Bibi e un gallo chiamato Hindi.
Quando la sua scuola viene scelta, la famiglia teme per il futuro. Bibi decide di mandarla via per proteggerla.
Ma Lamia interpreta la sorte come colpa personale. Decide di partire per procurare gli ingredienti e risolvere la situazione da sola.
- Lamia: coraggiosa e ingenua, guida emotiva della storia.
- Bibi: figura protettiva ma costretta a scelte difficili.
- Hindi, il gallo: presenza simbolica e di sollievo comico.
La vicenda è al tempo stesso avventurosa e pericolosa. Il percorso della bambina mette in luce il rapporto tra innocenza e oppressione.
Scelte registiche e linguaggio cinematografico
Hasan Hadi utilizza uno stile che miscela realismo e tocco magico. Il set include luoghi autentici e attori non professionisti.
La scena iniziale ambientata nelle paludi del sud richiama la storia antica della regione. Le riprese sul fiume creano un’atmosfera unica.
Il neorealismo italiano è una fonte d’ispirazione evidente per il regista. Dalla semplicità delle riprese nascono immagini pregnanti e naturali.
Fonti d’ispirazione e riferimenti
- Neorealismo italiano: uso di non professionisti e set naturali.
- Cinema d’autore vario: influenze cinematografiche raccolte fin dall’infanzia.
- Un percorso personale: Hadi costruisce una lingua visiva originale.
Il cinema iracheno oggi: tra fragilità e speranze
In Iraq il sistema cinematografico è ancora in costruzione. Mancano strutture e finanziamenti regolari.
Negli ultimi anni però sono nati programmi statali di sostegno. La sfida è trasformare questi fondi in libertà creativa.
- Problema principale: risorse scarse per produzioni indipendenti.
- Soluzione auspicata: maggior coinvolgimento pubblico e privato.
- Ruolo del pubblico: andare al cinema per sostenere il cinema indie.
Hadi crede nel pubblico come motore di sostenibilità per opere indipendenti.
Temi chiave: potere, cibo e rappresentazione
Un elemento ricorrente nel film è il rapporto tra potere e cibo. Le scene con la figura di Saddam mostrano un uomo che ostenta lusso.
Il cibo diventa simbolo di disuguaglianza. La torta rappresenta un desiderio imposto e una prova umiliante per il popolo.
- Opulenza del potere vs. privazioni del popolo.
- La torta come metafora di controllo e umiliazione.
- Il desiderio di normalità che si scontra con la realtà del regime.
Il film usa il dettaglio quotidiano per rivelare la crudeltà del potere.
Arte, impegno e dibattito pubblico
Il regista sostiene che l’arte può essere sia politica che apartitica. La libertà creativa resta il valore centrale.
Hadi mette in guardia contro la censura e l’imposizione di lezioni politiche dall’esterno.
- L’arte come scelta libera dell’autore.
- Pericolo: censura delle opinioni nell’ambito creativo.
- Fiducia nel pubblico per interpretare messaggi e intenzioni.
L’uso della politica nel cinema può essere diretto o sottile. Il regista predilige un cinema che parli al mondo, senza essere didascalico.
Note sulla produzione e il tono narrativo
La lavorazione ha sfruttato luoghi reali e budget contenuti. Questo approccio rafforza l’immediatezza delle immagini.
La scelta di attori non professionisti contribuisce a un registro autentico e credibile.
- Location naturali per autenticità.
- Interpreti non professionisti per verità emotiva.
- Tono: mix di tensione, poesia e umorismo.
Il risultato è un film che colpisce per la sua semplicità e per la capacità di raccontare una storia complessa con pochi elementi.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



