I Måneskin restano l’atto italiano più ascoltato su Spotify, nonostante tre anni senza un album di inediti. I numeri attuali raccontano una storia di fama globale che si è trasformata, ma non è finita.
Da 50 a 22,9 milioni: come sono cambiati gli ascoltatori mensili
Nell’estate del 2021 la band romana raggiunse un picco straordinario. Con l’exploit all’Eurovision e la virale cover di Beggin’, arrivarono a toccare i 50 milioni di ascoltatori mensili su Spotify.
Oggi il dato è sceso a circa 22,9 milioni. La flessione supera la metà del pubblico dell’epoca. Questo calo si spiega in parte con la natura effimera dei picchi virali.
Però il messaggio è duplice. Da un lato, la moda mediatica si è ridimensionata. Dall’altro, i Måneskin hanno costruito una base solida che rimane molto più ampia di quella di qualsiasi altro artista italiano contemporaneo.
L’eredità delle canzoni: i brani che mantengono vivo il progetto
La tenuta del loro pubblico passa quasi esclusivamente dal catalogo. Alcuni brani continuano a generare flussi costanti, mese dopo mese.
- Beggin’ – la cover che ha spalancato le porte ai mercati anglofoni.
- I Wanna Be Your Slave – hit internazionale che non smette di entrare nelle playlist.
- Altri singoli in inglese e confezioni live che aiutano la rotazione globale.
Perché le canzoni contano più degli album
La presenza in playlist editoriali e user-curate su scala mondiale mantiene alto il numero di stream. Le tracce in inglese hanno amplificato la portata oltre i confini nazionali.
Confronto con gli altri italiani su Spotify: portata locale vs globale
Nonostante il calo, i Måneskin doppiavano la seconda posizione italiana nella classifica globale. Oggi mantengono un vantaggio netto su artisti come Laura Pausini.
Altri nomi forti del mercato italiano, come Sfera Ebbasta e Geolier, registrano cifre importanti in patria. Tuttavia il loro pubblico resta per lo più nazionale o legato alle diaspora italiane.
- Raggio d’azione: internazionale per i Måneskin, prevalentemente nazionale per molti rapper.
- Fonte degli ascolti: playlist globali e radio per i Måneskin; circuiti locali e streaming in Italia per altri.
- Dipendenza dalle novità: gli artisti che producono costantemente singoli mantengono flussi più stabili.
La sfida del ritorno: cosa aspettarsi dal possibile comeback
Tra voci e progetti circola con insistenza l’anno 2027 come finestra per il ritorno della band. Si parla di un rientro live e di nuove iniziative discografiche.
Il coinvolgimento di Fabrizio Ferraguzzo come consulente artistico per il Festival di Sanremo 2027 ha alimentato le speculazioni. Il palco dell’Ariston potrebbe essere una vetrina ideale per un rilancio.
La vera domanda resta se la band riuscirà a riconquistare il picco precedente o a consolidare una nuova dimensione commerciale e artistica.
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Enrico Valiani è un giornalista appassionato di musica contemporanea. Specializzato in nuovi artisti e tendenze emergenti, racconta le voci che trasformano il panorama musicale italiano e internazionale. Con uno stile chiaro e coinvolgente, aiuta i lettori a scoprire e comprendere le evoluzioni della musica di oggi.



