Okgiorgio concerto imprevedibile: cosa aspettarsi da ogni live

In vista del suo debutto alla Nuvola per lo Spring Attitude Festival di Roma, Giorgio Pesenti — noto come okgiorgio — racconta il salto da produttore al centro della scena. La sua musica emerge da un rapporto fisico con macchine vintage, da stanze di registrazione silenziose e da una necessità profonda di far muovere la gente.

Da nomignolo scherzoso a identità musicale

Il nome d’arte nasce come battuta tra amici e resta per il suo tono diretto. Mettere il proprio nome vero nel progetto è per lui un gesto di semplicità.

Prima della musica c’era lo sport. A un bivio si sceglie la chitarra e la vita in band. Da lì, la strada solista diventa naturale.

Produttore per altri, artista per sé

Per anni ha curato le produzioni altrui. Vivere dietro la consolle degli altri gli ha insegnato molto.

  • Ha affinato l’orecchio per valorizzare voci e idee altrui.
  • Ha accumulato intuizioni e sample che poi sarebbero tornati utili.
  • Alla fine è scattato il desiderio di mettersi in gioco personalmente.

La molla è stata la volontà di vedere il pubblico ballare, una spinta che ha trasformato l’attenzione sul dettaglio in ricerca di groove e ritmo diretto.

L’estetica analogica: strumenti e limiti come risorsa

Lo studio è il luogo delle sperimentazioni senza fretta. I pezzi nascono spesso giocando con sintetizzatori e macchinari d’epoca.

Metodo e suono

Preferisce attrezzature vintage: mixer anni Ottanta, registratori a nastro, sintetizzatori analogici. L’approccio è fisico e talvolta brutale.

  • Stressare la macchina fino al limite per ottenere carattere.
  • Usare il guasto come elemento estetico.
  • Applicare una forte sottrazione per raggiungere l’essenziale.

Il risultato è un minimalismo sonoro che guarda al club con influenze UK, ossessivo e ruvido allo stesso tempo.

Il momento di svolta: un hard disk ritrovato e KO Mixtape

Nel 2023 la scoperta di un hard disk pieno di idee ha cambiato il corso creativo. Brani abbozzati, campionamenti e loop hanno preso nuova vita.

Da quella spinta nasce il KO Mixtape: un progetto liberatorio fatto di tracce rapide e di set molto lunghi in club.

  • Set maratona fino a cinque ore.
  • Sessioni improvvisate e senza filtri.
  • Un approccio che rimuove calcoli e sovrastrutture.

La forma lunga del DJ set diventa test di sincerità artistica, obbligando a scelte oneste e immediate sul palco.

Performance: oltre il DJ tradizionale

Non ama l’etichetta di DJ classico. Preferisce definirsi performer e artigiano sonoro.

Il suo lavoro live sta in uno spazio ibrido, tra concerto e club, dove l’improvvisazione è centrale.

Come vive il palco

Non canta; la sua comunicazione avviene tramite groove, ritmo e dinamiche improvvise. Cerca la connessione col pubblico attraverso momenti imprevedibili.

La scena che crea è pensata per liberare e sorprendere, lasciando sempre una componente di rischio.

Remix e rispetto per il passato: il caso “Dettagli”

Tra le sue operazioni più discusse c’è il remix di Dettagli di Ornella Vanoni, riscritto con delicatezza e rispetto.

Dopo anni di esecuzioni non pubblicabili per mancanza di permessi, l’incontro con la cantante ha portato al via libera e a una versione che fonde nostalgia e manipolazione elettronica.

Per lui è stato un atto di devozione musicale, non un’operazione puramente provocatoria.

Affrontare grandi spazi: la sfida della Nuvola

Venue monumentali richiedono un approccio tecnico ed estetico studiato. L’acustica e l’altezza dello spazio cambiando la strategia di performance.

  • Adattare i livelli per evitare riverberi eccessivi.
  • Interagire con i tecnici per trovare il bilanciamento giusto.
  • Improvvisare per trasformare i limiti in opportunità artistiche.

Ogni luogo diventa una prova di adattamento, dove il set si modella sulle caratteristiche dello spazio.

Un album pensato, scritto e registrato live

Per il nuovo disco, in uscita a giugno, l’idea è chiara e ambiziosa: creare un lavoro che nasca sul palco.

Sarà un concept che si scrive, registra e suona in diretta, senza singoli pubblicati come anticipo.

Sul palco ci saranno musicisti e batteristi; il processo di composizione avverrà dal vivo, con registrazioni, campionamenti e loop istantanei.

L’obiettivo è trasformare ogni concerto in un’unica performance irripetibile, mantenendo la dimensione umana dell’evento.

Consigli per chi vuole iniziare a produrre

Il messaggio che rivolge alle nuove leve è semplice e diretto.

  • Cercate la vostra originalità, non la moda del momento.
  • Chiedetevi sempre: per chi state creando musica?
  • Sperimentate con gli strumenti e non abbiate paura di rompere le regole.

La domanda fondamentale rimane: qual è lo scopo del tuo suono?

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