Il 29 luglio 2026 rimarrà nelle cronache musicali come un giorno di strana sovrapposizione. A poche ore di distanza sono scomparsi Vincent Belorgey, noto come Kavinsky, e Glen Hansard. Due percorsi artistici diversi, un filo in comune: entrambi hanno visto il loro destino artistico segnato dal grande schermo e da colonne sonore capaci di trasformare il loro lavoro in icone culturali.
Kavinsky: synthwave, mito e il cinema che ha dato voce alla notte
Vincent Belorgey costruì un personaggio forte. Si presentò come un fantasma degli anni Ottanta. La sua storia immaginaria parlava di una Testarossa, di un incidente mortale e di un ritorno dall’aldilà per finire le canzoni non scritte.

Quell’immaginario fu l’essenza della sua musica. Luci al neon, autostrade deserte, nostalgia artificiale di un decennio ri-immaginato. Nato nella stessa scena parigina che aveva visto crescere i Daft Punk e i Justice, Belorgey trasformò il retro-futurismo in un linguaggio sonoro riconoscibile.
- Produzione elettronica ispirata agli anni Ottanta.
- Estetica cinematografica e visiva molto curata.
- Collaborazioni con figure chiave della scena elettronica.
La traccia Nightcall, con la produzione condivisa da Guy-Manuel de Homem-Christo e la voce filtrata, divenne la colonna sonora ideale per Drive. Quel film non solo usò la canzone. Refn sfruttò un immaginario che Kavinsky aveva già creato.
Nel buio di Los Angeles e tra i fari che sfrecciano, la synthwave trovò una forma definitiva. Non fu solo l’ingresso di una canzone in una pellicola. Fu il cinema a cristallizzare un’estetica e a farla entrare nella cultura pop.
Glen Hansard: il busker dai vicoli di Dublino al premio Oscar
Glen Hansard arrivò alla musica dal basso. Lasciò la scuola a 13 anni per suonare per strada. I vicoli di Dublino divennero la sua scuola e la sua palestra.

Da The Frames a Once: il folk che parla al mondo
Con i The Frames costruì una carriera solida nel circuito indie e folk. Poi il cinema lo chiamò: prima Alan Parker in The Commitments, poi, nel 2007, l’incontro con il film indipendente Once lo catapultò su un palcoscenico globale.
Once trasformò un busker in un fenomeno mondiale. Il film raccontava una storia semplice, sorretta da canzoni che parlavano di incontri, speranze e fragilità. Quella colonna sonora convinse il pubblico e la critica. Nel 2008 Glen vinse l’Oscar per Falling Slowly.
- Stile minimale e voce intensa.
- Testi che privilegiano l’emozione diretta.
- Un collegamento evidente con la tradizione folk e nomi come Nick Drake.
La sua figura rimase legata all’immagine del musicista autentico. Il cinema rese universale quel modo di fare musica spoglio e palpabile.
Paralleli e differenze: quando il film diventa veicolo di identità sonora
A prima vista, Kavinsky e Hansard erano agli antipodi. Uno costruì un mondo elettronico e notturno. L’altro trasse forza dalla semplicità della chitarra e della voce. Eppure il cinema ha avuto per entrambi un ruolo simile.
- Entrambi divennero riconoscibili grazie a una pellicola, non solo per la qualità delle canzoni.
- Il film ha amplificato un immaginario già presente nelle loro opere.
- Le colonne sonore hanno permesso al pubblico di associare musica e immagini in modo indelebile.
Il dualismo tra notte elettronica e strada acustica mostra la varietà delle vie attraverso cui la musica raggiunge il grande pubblico. In entrambi i casi, l’artista ha saputo raccontare un mondo intero con pochi elementi sonori.
Ora che entrambi non sono più presenti, resta la traccia lasciata nelle sale cinematografiche e nelle playlist. I due universi sonori continueranno a circolare. Le immagini legate alle loro canzoni manterranno viva la loro presenza nelle menti degli ascoltatori.
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Davide Caruso è un appassionato di cultura e tendenze artistiche. Nei suoi articoli esplora le connessioni tra moda, arte e società, offrendo ai lettori una visione moderna e dinamica della cultura italiana e mondiale. La sua scrittura precisa e ispirata rende ogni tema accessibile a tutti.



