Sul palco di Canzonissima 2026 i Jalisse hanno scelto di raccontare la loro storia senza fronzoli. La loro esibizione ha acceso commenti e memorie: una canzone di altri, una resa che suona come una dichiarazione. Fabio Ricci e Alessandra Drusian hanno trasformato un brano noto in un atto di rivendicazione personale.
Un ritorno che parla di carriera, giudizi e identità
La presenza dei Jalisse alla quarta puntata di Canzonissima 2026 ha richiamato uno scenario complesso. Non è solo un ritorno sul palco. È la riscrittura di un percorso segnato da un grande successo e da un contraccolpo mediatico duraturo.
Molti ricordano la loro vittoria a Sanremo 1997 con Fiumi di parole. Ma a quella notorietà è seguita una lunga fase di critica e battute, che ha segnato il duo più di quanto si voglia ammettere. Sullo schermo la coppia ha spiegato, con parole semplici, da dove vengono e quanto tutto questo abbia pesato.
La scelta del repertorio: perché hanno cantato “Su di noi”
Selezionare “Su di noi” di Pupo non è stato un gesto casuale. Il pezzo non è un classico d’amore superficiale. È una canzone che parla di complicità e resistenza insieme.
Motivi della scelta
- Il testo valorizza la dimensione del duo e la protezione reciproca.
- Rappresenta una risposta implicita a chi li ha sminuiti.
- Permette a Fabio Ricci e Alessandra Drusian di esprimere la propria biografia artistica senza ricorrere a discorsi espliciti.
Per i Jalisse, quella canzone funziona come specchio. Non solo un brano da interpretare, ma una descrizione musicale di quello che hanno costruito insieme.
Vincere a Sanremo e la fatica dietro il successo
Il racconto riportato prima dell’esibizione ha messo a fuoco la loro origine sociale e la sorpresa che la vittoria suscitò in certi ambienti. La semplicità delle loro radici ha spesso strozzato la narrazione mediatica.
- La pressione delle aspettative.
- Le critiche continue e le battute ricorrenti.
- La gestione del duo come progetto artistico e familiare.
Nel dialogo pubblico, entrambi hanno ammesso la difficoltà di reggere quel peso in giovanissima età. Lui ha raccontato il timore di abbandonare, lei la determinazione a proseguire. La scelta di restare insieme come coppia artistica è apparsa quindi non casuale, ma necessaria.
Come hanno risposto all’ironia e alla definizione di “one hit wonder”
Il duo si è confrontato per anni con etichette fastidiose. La loro reazione non è stata solo difensiva. Hanno imparato a trasformare lo scherno in carburante creativo.
- Usano l’autoironia per sdrammatizzare.
- Ribaltano le critiche in una forma di resilienza artistica.
- Scelgono brani che raccontano questa esperienza sul palco nazionale.
Fabio e Alessandra hanno spiegato che l’ironia ti può colpire, ma può anche insegnarti a rispondere con intelligenza. La loro performance a Canzonissima appare così una mossa a livello simbolico.
Reazioni e significato pubblico della performance
L’esibizione dell’11 aprile ha subito suscitato commenti. C’è chi ha apprezzato la scelta coraggiosa e chi ha visto l’atto come un punto fermo dopo anni di fraintendimenti. In ogni caso, il gesto ha riacceso il dibattito sul peso del successo precoce.
Elementi che hanno colpito il pubblico
- La coesione vocale e interpretativa del duo.
- La selezione di un brano altrui per raccontare una storia personale.
- La capacità di trasformare un momento televisivo in una dichiarazione di identità.
Molti spettatori hanno riconosciuto nella scelta un atto di rivendicazione. Altri hanno apprezzato la capacità di mettere da parte l’amarezza per restituire alla musica la centralità della loro vicenda.
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Enrico Valiani è un giornalista appassionato di musica contemporanea. Specializzato in nuovi artisti e tendenze emergenti, racconta le voci che trasformano il panorama musicale italiano e internazionale. Con uno stile chiaro e coinvolgente, aiuta i lettori a scoprire e comprendere le evoluzioni della musica di oggi.



