Fini: la legge c’è, basta rispettarla.

Con una lettera aperta al Corriere della Sera di oggi, l’Onorevole Gianfranco Fini, prendendo il toro per le corna, affronta il problema del velo delle donne musulmane, l’integrazione in Occidente dei musulmani e la libertà di culto degli individui. Oltre a condividere in toto quanto da lui scritto, mi preme sottolineare il coraggio e la statura dell’uomo e del politico Fini nell’addentrarsi di prima persona e con tale chiarezza nel campo minato del dibattito e confronto Occidente Islam.

D’altronde, come la sua lettera dimostra, la questione è di una semplicità sbalorditiva. Non c’è bisogno di inventarsi l’acqua calda, la legge c’è ed è chiara, bisogna solo rispettarla. Fine della dicussione. Chi non accetta le nostre leggi, non condivide i nostri ideali, i nostri usi, i nostri costumi è invitato a girare a largo, non gli devono essere rilasciati permessi di residenza e tantomeno di cittadinanza.

Io sono dell’idea che bisogna mettere gli extra comunitari davanti ad un bivio, bisogna metterli nelle condizioni di dover operare una scelta chiara ed inequivocabile: accettare o no il nostro modo di vivere. Per questo sono fautore di corsi di istruzione agli extra comunitari che fanno richiesta di residenza e di cittadinanza. Corsi che prevedono l’insegnamento delle nostre leggi, della nostra storia, dei nostri usi, costumi e del nostro senso civico. Solo chi accetta di frequentare questi corsi e li supera con profitto possono avere il diritto di fare richiesta di residenza o di cittadinanza. Non bisogna transigere su questo.

Esattamente come ha scritto l’Onorevole Fini, il ventunesimo secolo sarà come noi lo sapremo modellare. Io aggiungo, l’Islam si espanderà e diventerà minaccioso nella misura in cui noi cederemo loro terreno, nella misura in cui noi ci caleremo le brache davanti alle loro crescenti richieste di adattarci noi a loro in casa nostra. Chi non comprende questo o pecca d’ingenuità o è palesemente uno sprovveduto.