La recente campagna pubblicitaria di BYD Italia, battezzata “Operazione Purefication”, è stata bloccata dal Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. La decisione solleva interrogativi sulla linea competitiva del marchio e sui limiti della comunicazione commerciale nel settore auto.
La decisione del Giurì e il divieto di diffusione
Secondo l’IAP la campagna deve essere interrotta. È stato disposto lo stop immediato alla diffusione su tutti i mezzi. La misura è stata inviata alle concessionarie che gestiscono gli spazi pubblicitari.
Il provvedimento ordina la sospensione degli spot sia online sia offline. Le piattaforme coinvolte includono canali televisivi, social e siti web.
Le accuse rivolte alla pubblicità di BYD
Il Giurì ha rilevato diverse irregolarità nella comunicazione. In sintesi, la campagna è stata ritenuta:
- Ingannevole rispetto alle informazioni fornite ai consumatori.
- Denigratoria nei confronti dei concorrenti, in particolare Stellantis.
- Scorretta nella comparazione con prodotti di altre marche.
Come si applicano le norme dell’autodisciplina
Le contestazioni fanno riferimento ai principi del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
- L’articolo 2 vieta dichiarazioni che possano indurre in errore, anche per omissione.
- L’articolo 14 vieta ogni forma di denigrazione verso imprese o prodotti altrui.
- L’articolo 15 richiede confronti leali e non ingannevoli tra marchi.
Il fulcro della contestazione: i veicoli PureTech
La campagna mirava a evidenziare problemi tecnici legati ai motori PureTech di Stellantis. In particolare, faceva leva sulle vicende della cinghia a bagno d’olio.
BYD proponeva la permuta di veicoli interessati a fronte di un bonus fino a 10.000 euro per l’acquisto di un’auto del proprio listino. Per il Giurì questo messaggio poteva risultare fuorviante e lesivo dell’immagine concorrente.
Impatto commerciale e reazioni ufficiali
Stellantis ha espresso soddisfazione per la pronuncia e ha sottolineato l’importanza di una comunicazione trasparente nella competizione commerciale. La casa ha ribadito la necessità di difendere i consumatori da messaggi pubblicitari impropri.
Dal lato BYD non è ancora arrivata una reazione pubblica definitiva. Nel frattempo, la sospensione limita la presenza della campagna su tutti i canali.
Quali saranno i prossimi passi e cosa cambia per gli utenti
Il provvedimento dovrebbe tradursi in:
- Rimozione immediata degli spot incriminati dalle piattaforme pubblicitarie.
- Possibile revisione creativa della campagna per adeguarsi al codice.
- Maggiore attenzione delle concessionarie alla conformità dei messaggi.
I consumatori interessati dalle vicende tecniche, come i proprietari di vetture con motore PureTech, restano comunque coinvolti dalle problematiche di manutenzione e dalle campagne commerciali di permuta.
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Serena Gualtieri è una giornalista specializzata in tecnologia e innovazione digitale. Racconta le tendenze high-tech, dall’intelligenza artificiale agli oggetti connessi, fino alla cybersicurezza. I suoi articoli rendono le innovazioni comprensibili e utili ai lettori.



