Mercedes Kilmer ha difeso pubblicamente la scelta di ricostruire l’immagine del padre, Val Kilmer, tramite intelligenza artificiale per il film indipendente As Deep as the Grave. La decisione ha acceso un dibattito acceso tra appassionati, colleghi e addetti ai lavori, mettendo al centro temi legati alla memoria, ai diritti d’autore e ai limiti della tecnologia.
Perché è stata usata l’intelligenza artificiale per Val Kilmer
Il progetto ha impiegato strumenti di generazione digitale per riprodurre l’aspetto e la voce dell’attore. La scelta è avvenuta con il consenso della famiglia e degli eredi.
- Il film: As Deep as the Grave, produzione indipendente.
- La tecnica: IA generativa per immagine e voce.
- Collaborazioni: tecnologie simili erano state usate in precedenza, ad esempio con Sonantic per Top Gun: Maverick.
- Motivazione: Kilmer era malato e non ha potuto completare le riprese.
Val Kilmer aveva combattuto contro un tumore alla gola e, proprio per le difficoltà mediche, la produzione ha deciso di completare il ruolo attraverso mezzi digitali.
Reazioni del pubblico e il punto di vista di Mercedes
Dichiarazioni pubbliche e risposte
Intervenuta in TV, Mercedes Kilmer ha spiegato che l’uso dell’IA nacque come soluzione pratica, ma si è poi trasformato in qualcosa di più complesso. Ha sottolineato che le opinioni sono molto diverse tra le generazioni.
«All’inizio era per aggirare i limiti della malattia; poi è diventato un precedente», ha dichiarato, spiegando come alcune persone vedono la tecnologia come una minaccia, mentre altre la interpretano come tutela del lascito artistico.
Paure, opportunità e posizioni nel mondo dello spettacolo
Il dibattito include timori concreti per il futuro dei professionisti creativi e prospettive che valutano benefici legati alla conservazione delle interpretazioni.
- Timori occupazionali: alcuni attori e musicisti temono che l’IA riduca le opportunità di lavoro.
- Salvaguardia del patrimonio: altri vedono l’IA come strumento per proteggere ruoli iconici.
- Licenze e diritti: la gestione preventiva dei consensi può chiarire responsabilità e ricompense.
Mercedes ha raccontato di aver ricevuto sia messaggi di critica sia attestazioni di stima. Per molti, rivedere Val Kilmer sullo schermo è stato emozionante.
Come il regista ha adattato il progetto
Coerte Voorhees, sceneggiatore e regista del film, ha spiegato che la parte era stata pensata su misura per Kilmer. Quando le condizioni di salute dell’attore si sono aggravate, la produzione ha scelto strade alternative per terminare il lavoro.
Secondo il regista, la scelta di usare l’IA è nata dall’urgenza di rispettare la visione creativa e il ruolo voluto per Kilmer, pur affrontando limiti umani e logistici.
Implicazioni pratiche e possibili regole per il futuro
L’episodio solleva questioni che richiedono regole chiare e strumenti pratici per tutelare artisti e spettatori.
- Creare contratti che includano il consenso all’uso dell’IA per immagini e voce.
- Definire compensi e diritti postumi per eredi e interpreti.
- Stabilire standard etici per la rappresentazione digitale.
- Favorire trasparenza nei crediti e nelle comunicazioni al pubblico.
Il caso di Kilmer evidenzia come la tecnologia possa preservare una performance, ma anche generare interrogativi sul controllo e sull’autenticità delle opere.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



