Una voce anonima dall’interno dell’Academy ha scoperchiato la pentola: il voto agli Oscar non è sempre il risultato di analisi ponderate. Tra confessioni schiette e preferenze istintive, emerge un quadro umano e disordinato del sistema di votazione.
Il dietro le quinte del voto: sincerità senza filtri
La fonte è una donna membro della sezione documentari, uno dei gruppi che contano 719 votanti. Ha parlato con franchezza a The Hollywood Reporter, descrivendo un rituale meno solenne di quanto si pensi.
- Tempo limitato: molti votanti dichiarano di non riuscire a vedere tutti i film.
- Scelte d’istinto: decidono in base alla prima impressione.
- Salti di categoria: alcune sezioni vengono ignorate per mancanza di familiarità.
Ammissioni sorprendenti: film segnati senza essere visti
La confessione più netta riguarda un candidato per il Miglior Film. La votante ha ammesso di non aver visto affatto una pellicola e di averla comunque classificata.
Ha spiegato di aver messo Frankenstein al decimo posto perché non aveva tempo. Per completare la scheda, ha segnato la casella che dichiara di aver visto il film, in modo da poter dare spazio ad altri titoli nella sua graduatoria.
Tagli e interruzioni: quando un film non convince
Non tutti i film reggono l’attenzione. La votante ha raccontato di aver abbandonato F1 dopo circa 45 minuti. La motivazione è stata semplice: non faceva per lei.
Su Hamnet la giudice è stata più articolata. Ha riconosciuto la bellezza e l’intensità emotiva, ma ha ritenuto la prova di Jessie Buckley eccessiva. In sintesi: visivamente potente, ma talvolta oltre le righe.
Film e registi che hanno conquistato il suo voto
Non mancano però lodi e scelte nette. Alcuni titoli hanno guadagnato l’appoggio pieno della votante.
- Sentimental Value — al primo posto nella sua classifica personale: definito “quasi perfetto”.
- One Battle After Another — apprezzato per lo stile e la forza narrativa.
- I Peccatori (Sinners), diretto da Ryan Coogler — elogiato per l’ambizione registico-narrativa.
Su I Peccatori la votante ha usato immagini forti: si è detta spesso sulla punta della sedia, sorpresa e coinvolta dalla regia.
Scelte attoriali e preferenze personali
Tra gli interpreti, la sua preferenza è ricaduta su Ethan Hawke per Blue Moon. Ha definito la sua performance “magnetica” e intensa.
Per la categoria miglior attrice, la sua scelta è stata Renate Reinsve in Sentimental Value. Ha descritto l’interpretazione come sorprendente e profondamente coinvolgente.
Quando si salta una categoria: limiti e onestà del voto
La votante ha ammesso di aver saltato intere sezioni. Motivo: non aver visto abbastanza film o non sentirsi competente.
- Preferire non votare piuttosto che scegliere a caso.
- Riconoscere i propri limiti come segno di onestà intellettuale.
- Il risultato: schede che riflettono gusti personali e praticità più che analisi esaustive.
Impatto sulle premiazioni e riflessioni sulla credibilità
Queste confessioni sollevano domande sulla rappresentatività del voto. Se molti membri agiscono per tempo o per istinto, il risultato finale può non rispecchiare un’analisi collettiva approfondita.
Resta però inalterato il fascino della competizione: discussioni, sorprese e giudizi netti continuano a caratterizzare la corsa agli Oscar.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



