Ospite del podcast di Bret Easton Ellis, Quentin Tarantino ha attirato l’attenzione non tanto per la sua classifica dei migliori film del XXI secolo, quanto per i tre attori che ha dichiarato di non riuscire a sopportare sullo schermo. Le critiche, talvolta nette, hanno acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori.
La chiamata al podcast: cosa ha detto Tarantino
Durante la conversazione Tarantino ha parlato dei suoi film preferiti degli ultimi 25 anni. Ha citato titoli e posizioni, e ha scelto Black Hawk Down di Ridley Scott come primo in classifica. Ma sono state le osservazioni sugli attori a fare notizia.
- Ha elencato tre nomi che, a suo giudizio, rovineranno la visione quando compaiono.
- Il tono è stato personale, a tratti pungente.
- La critica è arrivata dopo valutazioni sui film, quindi è inserita in un quadro più ampio di gusto cinematografico.
Il caso Owen Wilson: perché Tarantino è rimasto freddo
Owen Wilson è uno dei nomi che Tarantino ha fatto presente. Il regista ha ammesso di apprezzare il film Midnight in Paris, ma non l’attore. Ha raccontato che la sua percezione è cambiata con le visioni successive.
Prima il film lo aveva conquistato, poi l’attenzione si è spostata su Wilson. Alla fine, Tarantino ha confessato di trovarlo poco coinvolgente sullo schermo. Nonostante ciò, ha lasciato intendere che la distanza è più una questione personale che artistica.
Paul Dano e il commento su “Il petroliere”
Un attacco più duro sul secondo protagonista
La critica più aspra è stata riservata a Paul Dano. Tarantino ha inserito There Will Be Blood in posizione alta della sua classifica, ma ha rilevato un difetto significativo: la presenza di Dano.
Secondo Tarantino il film avrebbe potuto piazzarsi ancora meglio se non fosse per quel ruolo. Ha definito l’interpretazione di Dano come debole e poco viva, proponendo come alternativa un nome diverso.
- Motivo della critica: interpretazione giudicata priva di forza.
- Sostituto suggerito: Austin Butler, per la sua intensità.
- Impatto sulla classifica: Tarantino pensa che il film perda molto per questa scelta di casting.
Matthew Lillard: la terza bocciatura
Il terzo attore citato è Matthew Lillard, noto per ruoli in produzioni come Scream e Scooby-Doo. Tarantino è stato lapidario: la sua reazione è stata sostanzialmente di indifferenza verso l’attore.
Non ha fornito analisi dettagliate, ma ha ripetuto il concetto con decisione. Per Tarantino, la presenza di Lillard sullo schermo non suscita interesse.
I titoli citati e il contesto della discussione
Oltre alle critiche sugli interpreti, Tarantino ha stilato una lista dei suoi film preferiti del nuovo secolo. Alcuni attori che ha bocciato compaiono proprio in quei titoli.
- Black Hawk Down di Ridley Scott: scelto come primo.
- There Will Be Blood di Paul Thomas Anderson: posizionato nella top five, ma oggetto di riserve per il casting.
- Midnight in Paris di Woody Allen: inserito nella classifica, con osservazioni su Owen Wilson.
Reazioni e dibattito online
Le dichiarazioni hanno rapidamente alimentato conversazioni sui social e sui forum di cinema. Tra i fan, chi difende gli attori e chi condivide il giudizio del regista.
- Alcuni commentatori sottolineano che il gusto personale è soggettivo.
- Altri analizzano il ruolo del casting nelle scelte registiche.
- Il confronto ha riaperto il tema di come le interpretazioni influenzano la percezione di un film.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



