Il 2025 sarà ricordato anche per il lato più deludente del grande schermo. Tra remake malriusciti, sequel inutili e autori che inciampano dopo il successo, sono usciti film che hanno fatto molto parlare — ma non per i motivi sperati. Qui una selezione dei titoli che hanno tradito le attese, con spiegazioni e esempi concreti.
Registi acclamati che non hanno centrato il bersaglio: flop d’autore
Julia Ducournau — Alpha
Dopo la vittoria a Cannes con Titane, le attese erano altissime. Alpha prova a miscelare distopia e crescita personale. Purtroppo la messa in scena punta all’ambizione e perde coesione. Intenzioni coraggiose, esito incerto.
Fratelli Russo — The Electric State
I registi capaci di plasmare il franchise Marvel tentano il salto sullo streaming. Il film sembra pensato per un pubblico distratto dalle piattaforme. Risultato: grande cast ma poca anima. Effetto blockbuster senza sostanza.
Osgood Perkins — The Monkey
Il regista di Longlegs porta sullo schermo un racconto di Stephen King. La tensione non decolla e gli spaventi sono rari. Forse la produzione è stata troppo frettolosa. Un’occasione horror sprecata.
Remake, live-action e adattamenti che hanno irritato il pubblico
Marc Webb — Biancaneve
I live-action continuano a dividere. Questo adattamento ha acceso critiche per scelte di tono e casting. Alcune modifiche alla fiaba non sono state gradite dai fan. Il confronto con la versione originale pesa molto.
Joachim Rønning — Tron: Ares
Un marchio cult che fatica a rigenerarsi. Costi elevati, incassi modesti e un’estetica retro-futuristica che non ha saputo modernizzarsi. Il film suona spesso superato. Un ritorno che non convince.
Nisha Ganatra — Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo
Il sequel di una commedia amata si limita a riciclare gag e nostalgia. Le scene migliori si concentrano nel trailer, lasciando poco al resto della pellicola. Il revival ha esaurito la sua energia.
Film con cast di star ma sceneggiature deboli
Kogonada — A Big Bold Beautiful Journey (Un viaggio straordinario)
Margot Robbie e Colin Farrell non bastano a salvare una storia prevedibile. L’idea di ripescare il romanticismo alla vecchia maniera si scontra con un ritmo stanco. Ottime interpretazioni, scrittura fiacca.
Celine Song — Material Love
Dopo un esordio che aveva emozionato, l’autrice tenta la rom-com. Il cast è di primo piano, ma manca l’ironia necessaria. Il tono resta piatto per gran parte della durata. Promesse non mantenute.
Trey Edward Shults — Hurry Up Tomorrow
The Weeknd prova a trasferire sul grande schermo il suo universo performativo. Il progetto ha elementi interessanti, ma non trova un equilibrio tra musica e narrazione. Ambizione non sempre premiata.
Thriller e misteri che non reggono la trama
Simon Stone — La donna della cabina numero 10
Un thriller che gioca sull’inattendibilità della protagonista. L’idea è solida, ma l’esecuzione si perde in cliché e svolte prevedibili. La tensione crolla quando servirebbe aumentare. Un giallo che fatica a sorprendere.
Altri titoli horror e thriller menzionabili
- The Monkey — tentativo fallito di adattamento Kingiano.
- La donna della cabina numero 10 — suspense insufficiente.
- Alcuni esperimenti di genere — promettono ma non mantengono.
Critiche ricorrenti del 2025: cosa è andato storto nel cinema
Analizzando i titoli più discussi emergono difetti comuni. Capire questi errori aiuta a leggere il trend dell’anno.
- Sceneggiature molli: personaggi sotto-sviluppati e conflitti poco chiari.
- Rivisitazioni forzate: remake che snaturano l’originale per inseguire il successo commerciale.
- Cast sprecato: grandi nomi che non ricevono materiale all’altezza.
- Uso del franchise: sequel e reboot prodotti per sfruttare un brand, non per raccontare storie nuove.
- Streaming come Bancomat: alcune produzioni sembrano pensate solo per numeri sulla piattaforma.
Film citati: elenco dei titoli più criticati del 2025
- Alpha — Julia Ducournau
- Biancaneve — Marc Webb
- A Big Bold Beautiful Journey (Un viaggio straordinario) — Kogonada
- La donna della cabina numero 10 — Simon Stone
- The Electric State — Anthony e Joe Russo
- Hurry Up Tomorrow — Trey Edward Shults
- Material Love — Celine Song
- The Monkey — Osgood Perkins
- Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo — Nisha Ganatra
- Tron: Ares — Joachim Rønning
Come riconoscere un flop prima dell’uscita
Alcuni segnali premonitori si ripetono. Osservarli evita aspettative deluse.
- Promozione che enfatizza il cast più della storia.
- Trailer che svelano tutte le battute migliori.
- Comunicati che giustificano ogni scelta creativa senza spiegare il contenuto.
- Riferimenti continui al successo passato del regista, come sostituto di idee nuove.
Perché questi flop contano per il futuro del cinema
Gli insuccessi non sono solo brutte serate al cinema. Rivelano dove l’industria sbaglia. Spesso emergono pressioni commerciali e logiche di produzione che sacrificano il racconto.
Il rischio è che il pubblico perda fiducia e che il cinema torni a inseguire formule viste e riviste.
Articoli simili
- Kirsten Dunst rifiuta il sequel di Ragazze nel pallone: lasciare le cose belle dove sono
- Patton Oswalt potrebbe tornare in Ratatouille 2, ma solo a una condizione specifica
- Netflix trasmette l’anime di Nobuhiro Watsuki nonostante accuse per materiale pedopornografico
- Henry Cavill: riprese di Highlander posticipate per infortunio
- Cillian Murphy smentisce le voci su un possibile ruolo di Voldemort in Harry Potter

Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



