Un guardaroba può diventare uno strumento di indagine sociale. Nel lavoro di Hippolyte Laporte, abiti e simboli tradizionali vengono disarticolati per rivelare le regole nascoste che definiscono la mascolinità. Il risultato è una moda che provoca, racconta e interroga.
Un nuovo vocabolario per la mascolinità
Laporte parte da segni immediatamente riconoscibili: completi sartoriali, tartan, polo. Questi capi richiamano autorità, rispetto e ruoli sociali consolidati. L’intenzione però non è celebrare quei codici.
Attraverso tagli inaspettati e sovrapposizioni, la sua estetica mette in crisi le categorie. La moda diventa un linguaggio per sondare cosa si pretende da un uomo, e per mettere in luce quanto siano costruite le nostre attese.
Behind the Curtain: la collezione che mette in scena stereotipi
Nel 2024 Laporte presenta Behind the Curtain al Défilé della HEAD di Ginevra. La sfilata indaga lo strip‑tease maschile e i suoi immaginari di forza.

Archetipi riletti
- Motociclista
- Militare
- Boscaiolo
- Uomo d’affari
- Meccanico
Ognuno di questi tipi viene rielaborato con riferimenti al burlesque e al mondo dello strip. L’effetto è ambivalente: seduzione e autorità convivono, creando tensione visiva e concettuale.
Sartoria che decostruisce la forma
Il punto distintivo della ricerca è l’intervento sulla silhouette. I tessuti a quadri si comportano come linee architettoniche sul corpo. Volumi e colletti diventano elementi indipendenti.

- Trasparenze che smontano la rigidità del completo.
- Pizzi che rimandano a un guardaroba femminile.
- Drappeggi che alterano proporzioni e movimento.
Accessori scenografici e copricapi insoliti trasformano i capi in veri personaggi, più che in semplici vestiti.
La pressione sociale dietro l’abbigliamento
Laporte racconta anche la dimensione personale della sua ricerca. Molti subiscono pressioni a conformarsi a standard di genere. Questo vale per persone eterosessuali e queer.
Per reagire a questa pressione, lo stilista utilizza gli abiti dei gruppi che detengono il potere. Li riassembla, li sovverte e li pone davanti agli occhi di chi osserva. In questo modo emergono le tensioni tra identità vissuta e aspettativa sociale.
Quando il vestito smette di essere neutro
La proposta di Laporte non cerca solo usabilità o discrezione. Piuttosto, esplora il momento in cui un capo diventa manifesto. Un completo classico può perdere la sua aura di rispettabilità se indossato su una forma che ne altera i confini.
La moda diventa spazio di negoziazione. Symboli di autorità vengono estratti dal loro contesto e resi visibili. In questo processo, i significati si spostano e diventano discutibili.
Elementi visivi e narrazione performativa
Le immagini del lavoro di Laporte privilegiano il contrasto e la teatralità. Linee nette convivono con tessuti leggeri. Gli abiti sono pensati per parlare, non per scomparire.
Questa tensione tra classicismo e ornamento crea una drammaturgia della moda. Ogni look suggerisce un ruolo, e ogni ruolo mostra i limiti della dicotomia tra ciò che siamo e ciò che rappresentiamo.
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Davide Caruso è un appassionato di cultura e tendenze artistiche. Nei suoi articoli esplora le connessioni tra moda, arte e società, offrendo ai lettori una visione moderna e dinamica della cultura italiana e mondiale. La sua scrittura precisa e ispirata rende ogni tema accessibile a tutti.



