Christopher Miller ha deciso di fare chiarezza sull’uso della tecnologia dietro l’adattamento cinematografico del romanzo di Andy Weir, soprattutto dopo le indiscrezioni sul presunto ricorso esclusivo a scenografie reali e marionette. Le sue precisazioni spiegano come si è trovato il bilanciamento tra riprese pratiche e interventi digitali nel progetto con Ryan Gosling.
Perché Miller ha precisato il ruolo degli effetti visivi
Il co-regista ha risposto sui social per evitare fraintendimenti. Ha spiegato che l’affermazione sul “niente green screen” non implicava l’assenza di post-produzione. In realtà, sono state elaborate migliaia di inquadrature con interventi di VFX.
Miller ha sottolineato che il green screen è stato usato selettivamente. Talvolta è servito per agevolare la costruzione dei set, per controllare luci e ambientazione o per facilitare la previsione delle riprese.
Come si è lavorato tra set costruiti e ritocchi in digitale
I produttori hanno puntato su scenografie reali per gli interni della nave spaziale. Tuttavia, molte imperfezioni visibili in sede di ripresa sono state poi eliminate in digitale.
- Rimozione di elementi non desiderati, come fili e strutture temporanee.
- Aggiustamenti dell’illuminazione per coerenza tra scene diverse.
- Compositing degli esterni spaziali con sfondi creati in CGI.
Quando l’attore si trovava all’esterno dello scafo, la troupe ha spesso filmato davanti a uno sfondo nero per ricreare lo spazio. In altre occasioni sono stati usati fondali con tonalità variabili per simulare l’aurora o altre luci planetarie.
Vantaggi degli sfondi neri e delle soluzioni miste
Il nero permette una gestione più realistica della luce sulla figura dell’attore. I fondali cangianti invece hanno favorito un’illuminazione interattiva più naturale, rispetto all’uso tradizionale del green screen.
Rocky: l’alieno nato dall’incrocio tra burattini e animazione
Il personaggio di Rocky è stato realizzato con una combinazione di tecniche. Sul set sono state usate marionette per le interazioni fisiche, mentre la fase digitale ha completato movimenti e dettagli espressivi.
- Parte praticata: burattini e ingegneria meccanica per la presenza fisica.
- Parte digitale: animazione e cleanup per rendere credibile ogni gesto.
- Collaborazione: Framestore ha curato l’animazione, con il supporto del team di effetti.
Secondo Miller, questo approccio ha permesso di ottenere un mix “perfetto” tra tangibilità ed espressività, conquistando il pubblico e persino destando una reazione scherzosa di gelosia da parte di Eva Mendes.
Il contributo delle grandi realtà degli effetti
Per gli esterni spaziali e le inquadrature più complesse si è affidato il lavoro a studi di alto profilo. ILM ha realizzato gran parte delle sequenze digitali dello spazio, mentre altri vendor hanno curato animazioni e compositing.
- Industrial Light & Magic (ILM): esterni spaziali e ricostruzioni digitali.
- Framestore: animazione e integrazione delle marionette.
- Team di cleanup: rimozione di elementi tecnici visibili sul set.
La storia sullo schermo: Ryland Grace e la posta in gioco
Il film racconta le vicende di Ryland Grace, interpretato da Ryan Gosling. Il protagonista si risveglia a bordo di un’astronave senza ricordi e deve ricostruire la sua missione passo dopo passo.
Nel corso del viaggio, Ryland scopre che potrebbe essere l’ultima speranza dell’umanità. Inaspettatamente fa amicizia con Rocky, un alieno che condivide una situazione di isolamento e difficoltà.
Il duo creativo e le scelte registiche
Christopher Miller ha diretto il film insieme a Phil Lord. La coppia ha puntato su un equilibrio tra riprese pratiche e rifiniture digitali, scegliendo soluzioni che valorizzassero recitazione e autenticità visiva.
- Direzione condivisa: Miller e Lord hanno definito il tono del film.
- Scenografie fisiche: per immersione e reattività degli attori.
- VFX mirati: per estendere l’ambiente oltre il set senza perdere realismo.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



