La vicenda che ha coinvolto Anne Hathaway e il casting del sequel de Il Diavolo veste Prada ha acceso il dibattito online. L’attrice è intervenuta pubblicamente per fare chiarezza sulle notizie circolate, smentendo alcune versioni e spiegando la scelta creativa dietro una scena molto discussa.
Il chiarimento di Anne Hathaway sul set del sequel
Ospite di Good Morning America, Anne Hathaway ha preso la parola per ricostruire i fatti. Ha definito alcune notizie apparse in rete come fuorvianti. Secondo lei la questione è stata amplificata oltre misura.
Hathaway ha spiegato che non ci sono stati licenziamenti legati alla volontà di rappresentare corpi diversi. Al contrario, ha sottolineato che sono nate nuove opportunità di lavoro durante le riprese. Ha anche ricordato la delicatezza del contesto narrativo e la necessità di proteggere dettagli della scena.
Perché è intervenuta
- Per smentire la voce che alcune comparse fossero state escluse per motivi di taglia.
- Per ribadire che il casting ha cercato maggiore rappresentatività.
- Per tutelare il lavoro degli attori e le scelte creative del film.
Le parole di Meryl Streep che hanno scatenato la discussione
La scintilla è partita da un ricordo raccontato da Meryl Streep. In un’intervista la premio Oscar ha descritto la sua impressione durante una sfilata a Milano. Ha osservato la magrezza estrema di molte modelle e si è detta sorpresa.
Streep ha aggiunto che Anne avrebbe parlato con i produttori per evitare di replicare quella stessa immagine nel film. Questa versione ha rapidamente fatto il giro dei media e dei social, trasformando una conversazione privata in una notizia pubblica.
Che cosa è successo realmente sul set
Secondo la ricostruzione fornita da Hathaway, la richiesta al casting non mirava a escludere persone, ma a introdurre varietà nelle silhouette presenti in una scena specifica. Ha spiegato che la scena coinvolge musica e performance.
Ha inoltre citato la collaborazione con Lady Gaga per una canzone originale. Per Hathaway questa traccia offre uno sfondo ideale per mostrare corpi diversi sul palco.
La posizione della produzione
- Il team di produzione ha garantito che nessuno è stato privato del lavoro per motivi di inclusività.
- Si è lavorato per bilanciare esigenze narrative e sensibilità sociali.
- La scelta del casting è stata presentata come un tentativo di modernizzare l’estetica del film.
Cast, regia e nuovi volti nel sequel
Il Diavolo veste Prada 2 è ora nei cinema italiani. Il film riunisce volti noti e introduce interpreti nuovi. Questa combinazione ha alimentato l’attesa tra i fan dell’originale.
- Meryl Streep
- Anne Hathaway
- Emily Blunt
- Stanley Tucci
- Kenneth Branagh
- Simone Ashley
- Justin Theroux
- Lucy Liu
- Patrick Brammall
- Caleb Hearon
- Helen J. Shen
- B.J. Novak
- Tracie Thoms (ritorna)
- Tibor Feldman (ritorna)
Regia e sceneggiatura vedono il ritorno di nomi legati al primo film. Produttori ed executive producer hanno curato l’operazione per preservare l’identità della saga, aggiornandola al contesto attuale.
Inclusività, immagine e moda: il dibattito che continua
La notizia ha riaperto il confronto su estetica e rappresentazione nella moda e nel cinema. Molti esperti sottolineano che la presenza di corpi diversi sullo schermo può cambiare la percezione del pubblico.
Critici e sostenitori hanno reagito in modo vario. Alcuni applaudono la scelta di mostrare maggior varietà. Altri chiedono che la misura sia sempre coerente con la storia raccontata.
Quali sono le implicazioni pratiche?
- Maggiore attenzione al casting nelle produzioni di moda e cinema.
- Dialogo tra attori, regia e produzione su immagine e messaggio.
- Possibili nuove opportunità per comparse e performer fuori dagli standard tradizionali.
Cosa offre la colonna sonora e il ruolo di Lady Gaga
La colonna sonora gioca un ruolo centrale in una scena chiave. Hathaway ha parlato della canzone come elemento capacе di valorizzare la varietà dei corpi in scena.
La partecipazione di Lady Gaga ha contribuito a trasformare la sequenza in un momento di forte impatto emotivo. Per l’attrice, la musica rende più naturale la rappresentazione inclusiva.
Prossime tappe e reazioni del pubblico
Con l’uscita nelle sale, il film è destinato a generare ulteriori discussioni. I commenti sui social e le recensioni critiche monitoreranno l’effetto delle scelte di casting.
Intanto, le parole di Anne Hathaway hanno spento alcune speculazioni. Rimane però aperto il confronto sul modo in cui cinema e moda raccontano i corpi oggi.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



