Questa sera Rai 1 chiude la sua nuova fiction con un doppio appuntamento ricco di colpi di scena. Tra vecchi segreti, un mistero degli anni Sessanta e una scelta personale che potrebbe cambiare tutto, Amaranta dovrà decidere se tornare a Napoli o restare accanto a Benassi.
Cosa accade nel finale di Uno sbirro in Appennino: i misteri riemergono
La serata conclusiva propone due episodi che riallacciano fili sepolti da decenni. Nel primo, un flashback mostra tre uomini intenti a nascondere un corpo in giacca e cravatta. Una bambina vede tutto, ma viene minacciata per mantenere il silenzio.
Oggi quella bambina è Ester, anziana e con problemi di memoria. La sua confessione conduce gli investigatori fino alla “Madonnina cieca”, dove viene ritrovato uno scheletro. Le indagini aprono piste inattese, con possibili collegamenti a un pugile sparito nel 1966 e a una giovane donna scomparsa nella stessa epoca.
Durante le ricerche, il commissario Benassi e Amaranta subiscono un incidente d’auto che appare sospetto. Il fatto complica ulteriormente il caso e mette alla prova la squadra.
I nodi del secondo episodio: eredità, vecchi crimini e rapimenti
Nel secondo episodio, la storia si concentra su omicidi rimasti irrisolti e su una famiglia del territorio al centro di antichi rancori. La pista porta al casato dei Fabbro e a una contesa ereditaria che potrebbe essere il movente dei delitti.
Benassi, ricoverato per le ferite riportate nell’incidente, osserva la squadra lavorare mentre emergono segreti che risalgono a decenni fa. Tra gli episodi chiave ci sono la scomparsa di una giovane donna e la sparizione del pugile Achille Bussolotti.
Amaranta vive un conflitto privato: il richiamo di Napoli contrapposto al legame con il commissario. Nel momento decisivo, dimostra coraggio intervenendo per salvare Benassi e un membro della famiglia Fabbro da un tentativo di rapimento.
Chi guidano le indagini: cast, regia e ruolo dei protagonisti
La serie, diretta da Renato De Maria, mette in scena volti noti e nuove promesse. Claudio Bisio veste i panni del commissario Vasco Benassi, mentre Chiara Celotto interpreta Amaranta, la giovane agente al centro del dilemma emotivo.
- Claudio Bisio: ruolo del commissario, cuore della serie.
- Chiara Celotto: la giovane poliziotta divisa tra lavoro e legami affettivi.
- Regia e ambientazione: l’Appennino come scenario di misteri e tensioni.
Ascolti e possibilità di rinnovo: cosa dicono i numeri
Performance di pubblico
- La prima puntata ha superato i 4 milioni di spettatori con circa il 24% di share.
- Le seconde e terze serate hanno registrato un calo, ma non sotto i 3 milioni e il 20% di share.
- La fiction ha garantito a Rai 1 la vittoria del prime time negli ultimi tre giovedì.
Fattori che influenzano un’eventuale seconda stagione
- Decisione ufficiale della RAI: al momento non comunicata.
- Apprezzamento del pubblico e stabilità degli ascolti.
- Disponibilità del cast e della troupe.
- Necessità di idee originali: la serie non è tratta da romanzi preesistenti.
Perché Uno sbirro in Appennino può tornare: elementi a favore
La natura originale della fiction apre la porta a nuove storie. Se gli autori riusciranno a confezionare trame altrettanto avvincenti, e se il cast sarà disponibile, il progetto potrebbe proseguire.
Il riscontro iniziale di pubblico rappresenta un punto a favore. Tuttavia, senza una conferma ufficiale da parte della Rai, tutto resta in bilico.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



