Il nuovo film su Supergirl arriva nei cinema con un tono ruvido e distante dalle versioni più iconiche del passato. Milly Alcock porta sullo schermo una Kara Zor-El imperfetta, spesso scomoda, che vive ai margini e sfida l’idea tradizionale di eroina. Il risultato non è perfetto, ma apre spazi diversi per capire come il concetto di supereroina stia evolvendo sotto gli occhi del grande pubblico.
Un volto inedito: Milly Alcock e la rilettura del personaggio
Milly Alcock, diventata celebre grazie a House of the Dragon, propone una Supergirl lontana dal modello classico. Non è la figura maestosa e serena vista in altri film. Vive disordinata, con vizi umani e fragilità che la rendono meno mitica e più riconoscibile.
- Ritratto fisico e psicologico: meno divinità, più ragazza ferita.
- Relazioni: Krypto e l’amicizia con Ruthye definiscono il suo mondo quotidiano.
- Contrasti: il paragone con Superman accentua il suo senso di estraneità.
Trama semplificata e antagonisti: vendetta e spazio
La storia spinge la protagonista in una missione personale. Una giovane orfana chiede aiuto per vendicare una famiglia distrutta. La posta in gioco diventa un viaggio spaziale, ma la struttura narrativa resta lineare e prevedibile.
Personaggi chiave e interpreti
- Milly Alcock: Kara Zor-El / Supergirl
- Matthias Schoenaerts: Krem, capo di una gang criminale
- Eve Ridley: Ruthye, la giovane che cerca giustizia
- Jason Momoa: Lobo, presenza robusta e spiazzante
- David Corenswet: Superman, figura di riferimento e contrasto
Regia e stile: Craig Gillespie tra scelte audaci e limiti
Craig Gillespie firma una regia che alterna momenti di ironia a sequenze più crude. La messa in scena punta su atmosfere sporche e realiste, lontane dall’estetica patinata tipica di certi cinecomic. Il problema è che l’insieme risulta frammentato.
- Pro: coraggio nel rompere lo stereotipo dell’eroina invulnerabile.
- Contro: sceneggiatura debole e idee già viste in altri film DC recenti.
Storia delle supereroine al cinema: come siamo arrivati a questo punto
La rappresentazione femminile nei film di supereroi è cambiata molto. Dagli esordi televisivi fino alle eroine contemporanee, ogni fase ha lasciato tracce importanti.
Tappe fondamentali
- Anni ’70: la figura iconica che convince il grande pubblico.
- Anni ’90: metamorfosi più oscure, anti-eroine carismatiche.
- Anni 2000: maggiore introspezione, conflitti interiori.
- Dal 2008 a oggi: moltiplicazione dei ruoli femminili e complessità emotiva.
Temi ricorrenti: fragilità, autodeterminazione, sorellanza
Le supereroine della nuova era portano avanti temi intensi. Non sono solo forza fisica. Spesso combattono contro solitudine, lutti e pressioni sociali. In questo senso, il film enfatizza il valore della solidarietà femminile.
- Fragilità come forza: la vulnerabilità diventa elemento narrativo centrale.
- Sorellanza: l’alleanza tra donne è presentata come motore della storia.
- Autodeterminazione: molte eroine lottano per controllare la propria esistenza.
Confronti obbligati: da Lynda Carter a Wanda
È inevitabile il paragone con figure passate. Alcune eroine erano archetipi di purezza e giustizia. Altre incarnano un conflitto interiore più complesso. Questo film si inserisce in una traiettoria di ridefinizione costante.
- Lynda Carter: il primissimo modello televisivo di supereroina.
- Michelle Pfeiffer come esempio di trasformazione e ambiguità.
- Personaggi Marvel recenti: esplorazione di perdita e trauma.
Cosa funziona nel film e dove inciampa
Il film ha momenti efficaci, ma non evita difetti evidenti. Alcune scelte stilistiche pagano, altre appesantiscono il racconto.
- Punti di forza: interpretazioni vivide, tono anticonvenzionale, elementi di coming of age.
- Limiti: trama prevedibile, ritmo incostante, sceneggiatura che non osa abbastanza.
Per chi può avere senso questa Supergirl
La versione proposta potrebbe conquistare un pubblico giovane. Porta avanti domande sulle paure e le incertezze di chi cresce oggi. Non è un film per chi cerca l’eroismo plastico e sicuro.
- Ideale per chi apprezza dramma emotivo e anti-eroismo.
- Meno adatto a chi desidera sequenze di potere incontestato.
Impatto sul DC Universe e prospettive future
Questo film prova ad allargare il perimetro delle storie possibili per le eroine DC. Le scelte narrative potrebbero influenzare titoli successivi e la rappresentazione femminile nel franchise.
- Elementi che potrebbero ripetersi: tono più grintoso e realistico.
- Rischi: perdere equilibrio tra caratterizzazione e spettacolo.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



