Una nuova campagna Nike rompe con la retorica classica del brand e preferisce l’assurdo come linguaggio. Il lavoro, firmato dal regista e creativo Pablo Rochat per Nike Sportswear, mette in scena situazioni paradossali che costringono lo spettatore a fermarsi e a guardare con attenzione.
La firma di Pablo Rochat: minimalismo e umorismo visivo
Rochat è noto per un approccio visivo essenziale. Qui sceglie gag silenziose e immagini che funzionano come piccoli rompicapi. Non si tratta di storie lineari. Ogni scatto è pensato per essere riconoscibile e, allo stesso tempo, destabilizzante.
Il risultato è una cifra stilistica chiara: poco dialogo, molto sguardo, ironia sottile e composizioni pulite.
Scene bizzarre che catturano l’attenzione
La campagna, legata alla gamma Air Max, mette in scena momenti facilmente memorizzabili. Le immagini giocano con l’equilibrio, la gravità e l’ordinario rovesciato.
- Un ragazzo cammina su una betoniera come fosse un tapis roulant.
- Una persona si regge su un palo della luce in mezzo alla città.
- Una ragazza sfila su un tapis roulant tra passanti indifferenti.
Questi esempi puntano a creare una sensazione di straniamento. Lo spettatore riconosce la scena, ma non la comprende pienamente.
Come la campagna reinterpreta il concetto «Above the Influence»
Il claim non è solo uno slogan. Diventa una linea guida estetica. Stare «above the influence» vuol dire superare le aspettative, rifiutare il banale e seguire un proprio codice estetico.
Per Nike, questo si traduce in una comunicazione che valorizza l’indipendenza creativa e l’originalità.
Tecniche visive: effetti pratici e realismo
La scelta tecnica evita l’enfasi digitale. Molto del lavoro appare ottenuto con mezzi concreti. Si percepisce l’uso di trucchi pratici e set minimalisti.
Questa scelta amplifica l’effetto straniante. Quando qualcosa sembra reale, ma non dovrebbe esserlo, l’impatto emotivo cresce.
Installazioni e materiale di backstage
Sul profilo del regista compargono sculture in movimento e immagini quasi da backstage. Sono elementi che estendono il mondo della campagna.
- Sculture che prendono vita in spazi urbani.
- Scatti dietro le quinte che mostrano il set e il mood.
- Fotografie che trasformano l’ordinario in surreale.
Questi materiali rafforzano l’idea di un progetto coerente e curato nei dettagli.
Perché questa scelta funziona nei contesti digitali
Immagini bizzarre e concise si adattano bene ai flussi social. Su piattaforme come Google Discover o News, il feed premia contenuti che fermano lo scorrimento.
La campagna sfrutta questo meccanismo: arresta l’occhio e stimola la condivisione.
Identità visiva e coerenza di marca
Nonostante l’apparente stravaganza, il progetto rimane allineato all’immaginario Nike. La pulizia formale e l’immediatezza visiva sono elementi ormai radicati nel brand.
Affidare la direzione a un autore riconoscibile come Rochat è stata una scelta strategica. Si ottiene così una voce contemporanea e distintiva.
Elementi chiave da notare per professionisti e appassionati
La campagna offre spunti interessanti per chi lavora in creatività e comunicazione.
- Uso del paradosso per aumentare la memorabilità.
- Minimo narrativo, massimo effetto visivo.
- Predilezione per tecniche pratiche al posto del CGI.
- Coerenza tra prodotto (Air Max) e universo estetico.
Questi punti sintetizzano perché la campagna può essere studiata come caso pratico.
Reazioni e possibile impatto
Il tono asciutto e l’assenza di spiegazioni invitano alla discussione. Alcuni spettatori vedranno solo stranezza. Altri coglieranno la sottigliezza del messaggio.
In ogni caso, l’operazione riesce nell’obiettivo di rendersi riconoscibile e difficile da ignorare.
Prospettive per future campagne sportive
Il progetto apre la strada a un uso più audace dell’assurdo nella pubblicità sportiva. Non tutte le aziende possono permettersi questo linguaggio.
Ma per brand come Nike, con un forte heritage, sperimentare è parte della strategia comunicativa.
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Davide Caruso è un appassionato di cultura e tendenze artistiche. Nei suoi articoli esplora le connessioni tra moda, arte e società, offrendo ai lettori una visione moderna e dinamica della cultura italiana e mondiale. La sua scrittura precisa e ispirata rende ogni tema accessibile a tutti.



