Bottega Veneta SS27: cartone diventa seduta e invito diventa opera d’arte

Un semplice involucro di cartone è diventato protagonista della scenografia della sfilata Primavera/Estate 2027 di Bottega Veneta. Quel materiale umile è stato trasformato in oggetti scultorei che parlano di mano, traccia e identità del marchio.

Chi è l’artista dietro il progetto e la sua visione

L’arte applicata al design nasce dall’incontro tra la maison e Illya Goldman Gubin, giovane scultore ucraino con base a Berlino. La sua pratica unisce scultura, installazione e oggetti d’uso.

Goldman Gubin ha sviluppato la serie Karton Hocker partendo dall’osservazione del materiale più quotidiano: scatole e cartoni. Il suo approccio evita la manipolazione totale della materia. Invece, il processo valorizza le pieghe, le lacerazioni e i segni della mano.

Dal momento del gesto alla forma definitiva

La trasformazione comincia con un atto fisico: il cartone viene afferrato, piegato e deformato. Qui la casualità dialoga con l’intenzione.

Scultore che modella cartone piegato e segnato a mano
Il processo: il cartone viene piegato, segnato e consolidato fino a diventare struttura resistente.

  • Si accartoccia il cartone per definire volumi e curvature.
  • Si segnano i punti di piega che suggeriscono la struttura finale.
  • Si consolida la forma con resine e fibre per garantirne la resistenza.

Dopo la modellazione, il materiale si rinforza con fibra di vetro e resina epossidica. Il risultato può reggere il peso di una persona. Ma mantiene le ammaccature e le imperfezioni originali. Ogni pezzo diventa così un esemplare unico.

Il cartone che diventa codice di stile per Bottega Veneta

In questo progetto il cartone non è solo materia riciclata. Per la maison assume anche valore simbolico.

Le alette delle scatole, piegate e sovrapposte, richiamano la trama dell’Intrecciato, la celebre lavorazione della pelle che definisce l’identità del brand. Così il materiale del trasporto si trasforma in rimando alla tecnica artigianale.

Perché la scelta è significativa per la maison

  • Rinnega l’idea di perfezione seriale a favore dell’unicità manuale.
  • Metaforizza lo spostamento dalla logistica al prodotto di lusso.
  • Riafferma il valore del gesto artigiano nel contesto contemporaneo.

L’invito: un manifesto che porta il segno della mano

Lo stesso atto di manipolazione è applicato anche alla comunicazione della sfilata. Gli inviti non sono semplici fogli invariati.

Prima della consegna, ogni poster viene piegato e accartocciato a mano. Così il materiale grafico perde la serialità e diventa oggetto unico, con pieghe e crepe che parlano del processo creativo.

Il gesto sull’invito trasforma la comunicazione in estensione della scenografia. Invitati e osservatori ricevono opere che mostrano chiaramente le tracce del lavoro manuale.

Dettagli scenografici: fiori, sedute e atmosfera

Nello spazio della sfilata, le sedute realizzate dall’artista sono state completate da dettagli organici. L’atelier di pelletteria di Bottega Veneta ha creato a mano fiori in pelle.

Fiori in pelle fatti a mano appoggiati su sedute
I fiori in pelle dell’atelier aggiungono colore e tatto alle sedute scultoree.

  • Tulipani
  • Gigli
  • Peonie

I fiori aggiungono colore e contrasto al bianco minimale dell’allestimento. Posizionati sopra i Karton Hocker, introducono un elemento tattile e poetico nella scena.

Connessione tra collezione e scenografia

La collaborazione con Louise Trotter per la Summer 2027 trova in questo allestimento una perfetta sintesi. Tutto suggerisce leggerezza e movimento, senza perdere l’attenzione per la materia.

La pelle intrecciata convive con il cartone piegato. Le superfici plasmate a mano precedono e accompagnano l’abbigliamento in passerella. Anche l’invito diventa parte della narrazione che introduce la collezione.

Come il progetto ridefinisce l’uso degli oggetti

  • Gli oggetti nascono come idee, prima che come funzioni.
  • La funzione può arrivare dopo: lo sgabello è prima un racconto e poi un oggetto su cui sedersi.
  • L’ambiguità tra contenitore e contenuto diventa elemento estetico.

Il valore del difetto e la visibilità della manualità

Nel lavoro di Goldman Gubin non si nascondono i segni dell’intervento umano. Anzi, le pieghe e le imperfezioni vengono evidenziate.

Questa scelta estetica sottolinea un’idea contemporanea del lusso: non più anonima perfezione, ma unicità fatta di tracce, processi e memorie del fare.

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