Una nuova dichiarazione anonima ha riacceso il caso tra Blake Lively e Justin Baldoni, portando alla luce accuse che parlano di comportamenti offensivi e di restrizioni sul set di altre produzioni. Il documento depositato dagli avvocati dell’attrice apre un nuovo fronte nelle indagini e aumenta l’attenzione mediática attorno al film e al processo in arrivo.
Documento in tribunale: cosa è emerso
Nel fascicolo presentato dagli avvocati di Blake Lively, e ottenuto da Rolling Stone US, si segnala l’esistenza di una persona che sostiene di aver subito comportamenti negativi legati a Justin Baldoni. Secondo quanto scritto, tali elementi avrebbero condotto i responsabili di un altro progetto a vietargli l’accesso al set.
Il testo depositato contiene parti fortemente oscurate. Gli avvocati non hanno rivelato il nome della persona né il titolo del progetto coinvolto.
Le accuse raccontate nella dichiarazione
La testimonianza anonima descrive più episodi considerati problematici. In estrema sintesi, la dichiarazione sostiene:
- ripetute interazioni negative con Baldoni e il suo team;
- comportamenti ritenuti verbalmente offensivi da parte dell’attore/regista;
- la decisione di non permettere a Baldoni di presenziare la maggior parte delle riprese di un altro progetto;
- il divieto di coinvolgerlo nelle attività promozionali e di marketing legate a quel lavoro.
Nel documento, la persona afferma di aver segnalato queste preoccupazioni a chi gestiva la produzione, con l’esito di limitare la presenza di Baldoni sul set.
Connessioni con la causa di Blake Lively
La nuova testimonianza sembra rafforzare le accuse presentate da Blake Lively contro Justin Baldoni e la sua casa di produzione, Wayfarer Studios. L’attrice ha citato in giudizio Baldoni per presunte molestie e ha denunciato poi una campagna diffamatoria volta a zittirla.
Il processo legato alle accuse di Lively è fissato per marzo presso il tribunale federale di Manhattan. In precedenza, la controquerela per diffamazione promossa da Baldoni contro l’attrice è stata respinta lo scorso giugno.
Chi potrebbe comparire in aula
Una fonte ha riferito a Rolling Stone US che la persona che ha depositato la dichiarazione anonima potrebbe essere chiamata a testimoniare durante il processo. Questo passaggio potrebbe fornire ulteriori dettagli sulle presunte condotte fuori luogo.
Implicazioni per produzioni e marketing
Essere esclusi da un set o da attività promozionali ha ripercussioni pratiche e reputazionali. Le affermazioni contenute nella dichiarazione suggeriscono che la produzione in questione abbia ritenuto le segnalazioni sufficienti per imporre restrizioni operative.
In casi simili, le decisioni di limitare l’accesso alle riprese derivano da valutazioni interne su ambiente di lavoro e sicurezza emotiva del cast.
Il quadro mediático e le domande aperte
Il caso continua a muoversi tra documenti legali e copertura giornalistica. Restano non specificati il nome del testimone, il progetto da cui sarebbe stato escluso Baldoni e molti particolari della dichiarazione, oscurati nel deposito.
La vicenda aggiunge nuovi interrogativi sulle dinamiche sul set di It Ends With Us e su eventuali altri ambienti professionali in cui Baldoni avrebbe lavorato.
Articoli simili
- Jafar Panahi condannato a un anno di carcere in Iran
- Nick Reiner non è colpevole di omicidio: ex avvocato parla dopo l’improvviso abbandono del caso
- Nick Reiner: diagnosticata la schizofrenia prima dell’omicidio dei genitori di cui è accusato
- New York Times cita Perplexity per plagio: avrebbe copiato milioni di articoli
- Scarlett Johansson torna a schierarsi con Woody Allen: è importante difendere ciò in cui credi

Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



