J.Lo nel mirino per il bacio della donna ragno

Il nuovo adattamento cinematografico de Il bacio della donna ragno arriva in sala con l’ambizione di fondere memoria politica, melodramma hollywoodiano e numeri musicali. La storia di Manuel Puig viene rivisitata in chiave musicale da Bill Condon e porta sullo schermo volti noti e scelte coraggiose. Ma il risultato divide: ci sono momenti convincenti e sequenze che faticano a decollare.

Un viaggio da romanzo a musical: le tappe principali

La genesi dell’opera è complessa e curiosa. Il romanzo originale di Manuel Puig, pubblicato nel 1976, ha già conosciuto più vite.

  • Prima la pagina: un testo che esplora desiderio, fantasia e oppressione.
  • Il cinema: Héctor Babenco trasformò il romanzo in un film pluripremiato negli anni Ottanta.
  • Il palcoscenico: poi è nato il musical di Broadway che ha ottenuto riconoscimenti importanti.

Questa versione del 2026 combina quelle strade e prova a raccontare il potere del cinema come strumento di consolazione e ribellione.

Bill Condon e lo stile registico: aspettative e realtà

Affidare il progetto a Bill Condon sembrava una scelta logica. Il regista ha esperienza con i grandi musical hollywoodiani.

Tuttavia, la regia qui alterna splendore e timidezza. Le scene oniriche cercano un’estetica classica dei grandi studi, ma a tratti suonano smorte.

Come vengono costruite le fantasie cinematografiche

Le sequenze immaginate dal personaggio di Molina dovrebbero esplodere in colori e coreografie. Talvolta funzionano, altre volte restano più contenute del previsto.

Il cast: scelte azzeccate e qualche forzatura

La coppia centrale è il cuore del film. In carcere si confrontano due figure opposte per sensibilità e storia.

  • Diego Luna interpreta Valentín, il politico. Dà rigore e presenza morale.
  • Tonatiuh è Molina, l’esteta che racconta favole di celluloide. La sua performance emerge per naturalezza.
  • Jennifer Lopez veste i panni della diva cinematografica, un ruolo che avrebbe richiesto una fusione perfetta tra mito e ombra.

La chimica tra Luna e Tonatiuh è credibile. Il pubblico sente il filo emotivo che nasce tra i due. Per Lopez, invece, c’è qualcosa che non sempre convince appieno.

Musical e colonna sonora: alti e bassi

I brani scritti da Fred Ebb e John Kander sono pietre miliari del repertorio teatrale. Questo adattamento li riporta in scena con ambizione.

  • “Where You Are” cerca una grande rivisitazione stile Judy Garland, ma perde parte dell’energia originaria.
  • “Gimme Love” punta a diventare il numero spettacolare centrale, ma appare meno incisivo del dovuto.

La coreografia e l’illuminazione oscillano tra ispirazione e tentativi che non sempre trovano pieno successo. La sensazione è di uno stile a tratti nostalgico e a tratti timido.

Perché la versione di Jennifer Lopez appare problematica

La scelta di J.Lo era convincente sulla carta. La sua immagine pubblica e il suo carisma sembravano perfetti per incarnare una diva degli anni Quaranta.

Nel film, però, il personaggio resta a metà strada tra la diva ideale e la superstar moderna. Questo crea uno scarto tra ciò che la storia richiede e ciò che lo schermo restituisce.

Elementi che non funzionano

  • La trasformazione estetica non cancella del tutto l’evocazione contemporanea legata all’attrice.
  • Le sequenze più cupe e oniriche non si integrano sempre con quelle glamour.
  • La parte drammatica soffre quando la regia non riesce a far dialogare i due registri.

Tonatiuh e Diego Luna: i pilastri emotivi

Se il film ha un ancoraggio emotivo, questo si deve soprattutto a due interpretazioni.

  • Tonatiuh porta un equilibrio raro. Riesce a essere fragile e provocatorio.
  • Diego Luna sa comunicare l’integrità del suo personaggio senza cadere nel cliché.

La loro intesa restituisce la vera energia della storia, anche quando lo spettacolo musicale vacilla.

Pregi e limiti del film: una sintesi critica

Tra punti di forza e debolezze emergono alcuni aspetti ricorrenti.

  1. Pregi: cast maschile solido, ambizione visiva, omaggio alla tradizione musicale.
  2. Limiti: numeri che sembrano sotto tono, difficoltà nell’intreccio tra sogno e realtà, ruolo femminile principale non sempre convincente.

Nel complesso, la pellicola prova a riunire più eredità artistiche. Alcune scelte funzionano, altre rimangono a metà strada.

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