Dopo la decisione del tribunale federale di Manhattan, Blake Lively ha risposto pubblicamente con una lunga dichiarazione. L’attrice ha detto di sentirsi sollevata perché il cuore della sua causa potrà essere portato davanti a una giuria. Nel messaggio rivendica il diritto a parlare e insiste sulla necessità di ambiente di lavoro sicuro per tutti.
La sentenza del giudice e le conseguenze sul procedimento
Il giudice ha respinto dieci dei tredici capi d’accusa presentati contro Justin Baldoni e altri imputati. Restano invece attivi tre capi d’accusa che andranno a processo.
La decisione arriva a poche settimane dall’apertura ufficiale del dibattimento a Manhattan. Secondo la corte, alcune pretese non superano il vaglio formale per ragioni procedurali.
Motivazione tecnica: lavoratrice indipendente o dipendente?
Un punto chiave della scelta giudiziaria è la qualificazione della posizione di Lively. Parte delle accuse è stata annullata perché l’attrice è stata riconosciuta come lavoratrice indipendente e non come dipendente.
La dichiarazione di Blake Lively: parole forti contro la ritorsione
Usando i suoi canali social, Lively ha descritto la scelta del tribunale come un passo che le permette finalmente di raccontare tutta la sua versione. Ha espresso gratitudine ma anche determinazione.
- Ha detto di non aver cercato una battaglia legale, ma di aver agito per la ritorsione subita.
- Ha definito il fenomeno come una forma di violenza digitale molto concreta.
- Ha promesso di non fermarsi nel denunciare pratiche e persone che ledono le vittime.
Nel testo la star ha invitato il pubblico a non trasformare il caso in un «celebrity drama». Secondo lei, questa narrazione serve a distogliere l’attenzione dal problema reale.
Di cosa è accusato Justin Baldoni e la produzione
La causa, depositata a fine 2024, contiene accuse gravi nei confronti del regista e della società di produzione Wayfarer Studios.
- Molestie sessuali durante le riprese di It Ends With Us.
- Una presunta campagna di diffamazione e ritorsione online dopo le denunce.
- Azioni tese a «mettere a tacere» e a danneggiare la reputazione della protagonista.
L’accusa sostiene che la rappresaglia sia stata «sofisticata, coordinata e ben finanziata». Lively parla di tentativi mirati a annientare la sua credibilità.
La linea difensiva e il ruolo dei legali
Gli avvocati dei presunti colpevoli non hanno rilasciato commenti immediati. Dal lato di Lively, la sua legale ha spiegato la strategia processuale.
Sigrid McCawley ha chiarito che la bocciatura di molti capi d’accusa non significa assenza di elementi, ma si basa su questioni giuridiche legate allo status lavorativo. Secondo la difesa della parte attrice, il fulcro del giudizio rimane la ritorsione.
Cosa cambierà in aula
Il processo che partirà interesserà principalmente le accuse di ritorsione e le misure adottate per danneggiare Lively dopo le sue richieste di sicurezza sul set. Questo è il nodo che gli avvocati intendono dimostrare davanti alla giuria.
Ritorsione digitale e impatto sociale
Lively ha sottolineato che il danno provocato dalla «violenza digitale» è reale. Non è un fenomeno che riguarda solo le celebrità.
- La guerra digitale può colpire comunità e scuole.
- Spesso le vittime non hanno le risorse per difendersi pubblicamente.
- La presa di parola può essere dolorosa ma necessaria per cambiare i sistemi.
Ha poi ricordato che il lavoro per smascherare tattiche e reti dannose è già in corso e deve continuare anche dopo il processo.
Procedure pratiche e possibili sviluppi
La causa proseguirà con i capi ritenuti ammissibili dalla corte. Per i prossimi passaggi sono attese udienze preliminari e la formulazione delle prove che andranno in aula.
- Scambi di documenti e depositi probatori.
- Deposizione di testimoni e possibili perizie tecniche.
- Fase di selezione della giuria e calendario processuale da definire.
La vicenda resta sotto attenzione mediatica, con implicazioni per le pratiche sul set e per le tutele contro la ritorsione online. Le parti si preparano a contatti legali e pubblici nelle settimane successive.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



