Una battuta sul celebre canto zulu all’inizio de Il re leone ha trasformato un sketch virale in una battaglia giudiziaria da milioni di dollari. Il comico zimbabwese Learnmore Jonasi è finito nel mirino del compositore Lebo M, che contesta la sua “traduzione” umoristica del ritornello e chiede danni civili negli Stati Uniti.
La battuta che ha scatenato la polemica
Durante un episodio del podcast One54 Africa, Jonasi ha ridicolizzato il famoso incipit Nants’ingonyama bagithi Baba. Con tono ironico, ha offerto una resa in italiano volutamente banale. Il clip è diventato virale sui social.
Il risultato: reazioni contrastanti del pubblico e l’attenzione del legale di Lebo M.
Cosa sostiene Lebo M nella denuncia
Il cantante e compositore sudafricano Lebohang Morake, noto come Lebo M, ha depositato una querela federale presso Los Angeles. Nella denuncia chiede 27 milioni di dollari.
- Accusa principale: diffamazione attraverso una traduzione falsa.
- Punto centrale: la frase originale, secondo Morake, celebra il re e la sua maestà.
- Altro elemento: l’atto descrive la presunta presentazione delle affermazioni come fatti, non come semplice commedia.
La difesa pubblica di Jonasi: TikTok, GoFundMe e magliette
Jonasi ha mostrato la notifica della causa in un video postato mentre era sul palco del Laugh Factory. Ha poi lanciato una raccolta fondi su GoFundMe.
Nel messaggio ai fan ha affermato di essere un creator che non voleva offendere e di trovarsi ora a sostenere spese legali ingenti.
- Importo raccolto (ad oggi): oltre 13.890 dollari.
- Merchandise: magliette con la frase «Guarda, è una causa legale. Oddio» e un disegno satirico.
- Obiettivo: finanziare la difesa legale e coprire le udienze.
La posizione legale di Morake e le accuse dettagliate
La denuncia, lunga 19 pagine, descrive il gesto come volto a sminuire l’opera di Lebo M. Secondo l’atto, Jonasi avrebbe agito con “spregiudicato disprezzo” per la verità.
Lebo M sostiene che la rappresentazione falsa possa danneggiare la sua reputazione e le future collaborazioni con partner come Disney, con cui ha lavorato anche sul progetto Mufasa.
Impatto sui creatori e sul dibattito tra satira e responsabilità
Il caso solleva domande sulla linea tra comicità e affermazioni dannose. Molti creator usano ironia sul folklore e sulle lingue locali.
Cosa rischiano i creator
- Cause per diffamazione quando battute sono presentate come verità.
- Perdita di opportunità lavorative per effetti reputazionali.
- Costi legali elevati anche per difendersi da accuse potenzialmente infondate.
Come pesa la legge
I tribunali devono bilanciare la libertà di espressione con la protezione della reputazione. Ogni causa valuta contesto, intenzione e impatto.
Sequenza degli eventi principali
- Registrazione del commento satirico nel podcast.
- Diffusione virale del clip sui social.
- Deposito della denuncia federale da parte di Lebo M a Los Angeles.
- Pubblicazione del video di Jonasi che riceve la notifica al Laugh Factory.
- Avvio di una campagna GoFundMe e vendita di merchandising.
- La causa è ora in corso presso il tribunale federale di Los Angeles.
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Martina Fabbri è una giornalista specializzata in cinema e serie TV. Analizza le produzioni con uno sguardo critico e un approccio accessibile, permettendo ai lettori di apprezzare le scelte artistiche dietro ogni opera. I suoi articoli valorizzano sia il cinema italiano sia le grandi produzioni internazionali.



