David Grossman: la scrittura è l’ultima vera forma di ottimismo

A Torino, durante il Salone del Libro, ho parlato a lungo con David Grossman. Tra corridoi affollati e una sala d’hotel appartata, lo scrittore israeliano ha raccontato vita privata, lontane esperienze in radio e la lunga collaborazione con il suo editor. Sono emerse riflessioni sulla scrittura, sulla politica e sulla responsabilità delle nuove generazioni.

Uno sguardo sul Salone e un ritratto vivo dell’autore

All’hotel vicino alla fiera la scena è tipica: giornalisti, editor e autori che transitano continui. Grossman arriva calmo, in jeans e camicia. Appare fragile, ma basta ascoltarlo per cogliere l’energia delle sue parole.

Parla a bassa voce, beve acqua e si muove con pudore. L’atmosfera è quella di un incontro tra amici più che di un’intervista ufficiale. In poco tempo emergono ricordi, aneddoti e convinzioni nette.

Le origini: dalla radio nazionale alla scrittura a tempo pieno

Un’infanzia nei microfoni

Da bambino entrò nel mondo della radio grazie a una passione precoce per la letteratura. Fu chiamato per un quiz tematico e, da quel primo debutto, iniziò un percorso durato decenni.

  • Partecipazioni ai programmi e sceneggiati radiofonici.
  • Interviste e contatti con figure pubbliche israeliane.
  • Venticinque anni di esperienza fino al momento del cambio di rotta.

La scelta obbligata e il salto nella narrativa

Il distacco dalla radio avvenne per motivi politici. Quel licenziamento, seppur doloroso, aprì una nuova strada. Un premio letterario gli permise di dedicarsi completamente ai romanzi. Da allora la scrittura è diventata il suo mestiere a tempo pieno.

Meridiani, Mondadori e il rapporto con l’editor

La dedica di un Meridiano da parte di Mondadori ha segnato un riconoscimento importante. Grossman è stato coinvolto nella curatela in modo limitato. Si è affidato però al giudizio della casa editrice per la selezione delle opere.

Il legame con il suo editor è duraturo. Collabora con lui da decenni e mantiene un rapporto professionale e affettivo che ha influito sulla sua produzione.

  • Meridiano come vetrina della carriera.
  • Scelte editoriali condivise ma non imposte.
  • Un editor di fiducia da quarant’anni come perno del lavoro.

Voce multipla e ricerca del punto di vista

Per Grossman la scrittura è un esercizio di ascolto. Busca molte voci per raccontare una stessa vicenda. Questo procedimento crea ricchezza narrativa e sfida l’idea di verità unica.

Scrivere dal punto di vista femminile gli ha richiesto umiltà. Raccontare l’altro significa spesso annullare il proprio ego e lasciare spazio ai dettagli emotivi.

Capitoli controversi e reazioni del pubblico

Alcune parti delle sue opere hanno suscitato incomprensioni. Un capitolo in particolare fu criticato. L’autore ricorda però il coinvolgimento fisico nel processo creativo. Per lui non conta il rumore esterno, ma la verità interna del testo.

Politica, responsabilità e media

Grossman non nasconde il suo giudizio critico sulle attuali politiche israeliane. La sua posizione è nota e spesso emerge nelle interviste. La politica, però, non è per lui sola agitazione: è materia da raccontare con cura.

La polarizzazione mediatica riduce la complessità. Secondo lo scrittore, i social e alcuni giornali semplificano troppo. Questo linguaggio polarizzato favorisce stereotipi anziché comprensione.

  • Le storie personali rendono le contraddizioni gestibili.
  • Lo scontro ideologico impedisce spesso il dialogo.
  • I giovani hanno un ruolo cruciale nel futuro politico.

Routine quotidiana e abitudini creative

Grossman descrive una giornata scandita da passeggiate mattutine con la moglie. Camminano ogni giorno prima della colazione. Tornato a casa, l’autore inizia a lavorare muovendosi nello studio.

Non segue rituali rigidi, ma spiega che la scrittura gli nasce ovunque. Camminare lo aiuta a pensare. Spesso percepisce la scrittura come qualcosa che gli attraversa il corpo e lo costringe a farsi da parte.

Temi recenti e progetti in corso

Sta lavorando a un nuovo libro che esplora il rapporto padre-figlio. Non fornisce dettagli sulla trama, ma accenna all’intensità emotiva del tema. Tra i suoi progetti, rimane centrale l’attenzione per la memoria storica e le storie di diaspora.

Per Grossman lo scrivere è un atto di resistenza e ottimismo. Anche quando il mondo sembra dominato dalle crisi, continuare a raccontare significa sperare.

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