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Xbox One, Microsoft si difende su online e usato

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Come ormai ben saprete, Microsoft ha introdotto una politica di gestione dei giochi usati incredibilmente restrittiva. Dopo aver acquistato un gioco l’utente è obbligato ad installarlo sul disco rigido della propria console, che peraltro non è neanche sostituibile, e quindi a registrare lo stesso gioco tramite Internet associandolo al proprio account Xbox Live.

Dopo aver fatto questa trafila, il gioco rimane associato al proprio account ed in seguito è possibile esclusivamente prestarlo ad un solo amico per un periodo massimo di trenta giorni, a patto che questi sia registrato nell’elenco degli amici dell’utente da almeno un mese. Quello che accadrà trascorsi questi fatidici trenta giorni non è dato sapere, almeno per adesso. È probabile che l’utente possa essere costretto a pagare per poter continuare ad utilizzare il gioco, ma al momento siamo nel campo delle supposizioni.

Per questa gestione dell’usato, Microsoft sta avendo forti critiche, che si accompagnano a quelle relative alla necessità per l’utente di connettere la console all’ADSL per poterla utilizzare in tutte le sue caratteristiche. Pensate che se non si è connessi non si potrà neanche giocare, visto che, come abbiamo detto prima, i giochi vanno registrati sul proprio account Xbox Live.

Per tutta risposta a queste critiche, l’azienda non ha di certo deciso di fare dietro-front, anzi, Yusuf Mehdi, l’uomo a capo del settore marketing di Xbox, ha di recente difeso a spada tratta la posizione di Microsoft, motivandola compiutamente. In particolare Mehdi ha spiegato che Microsoft si aspettava questo tipo di reazione, ma anche che xbox 720 specifichequesto tipo di politica di gestione permetterà d ottenere innegabili benefici nel lungo periodo, soprattutto quando il mercato dei videogiochi si sposterà sul digitale, invece che sui dischi fisici.

Nessun ripensamento, quindi, da parte di Microsoft, ma solo la promessa di “grandi benefici” nel futuro. Mehdi ha anche specificato che Microsoft sta cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze dei consumatori e quelle dei publisher che devono essere compensati adeguatamente per le IP sulle quali lavorano. Nel frattempo Sony si frega le mani pensando a quanti potrebbero abbandonare la piattaforma di gaming Microsoft per abbracciare la PlayStation 4, che non ha questo tipo di limitazioni sui giochi usati.

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