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Velvet Underground: White Light/White Heat

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Velvet Underground: White Light/White Heat (Verve Records 1968)

Ci sono vari motivi per cui una persona dotata di White Light White Heatsenno potrebbe decidere di non ascoltare questo disco, per esempio che tende a darti l’impressione di essere registrato su una audiocassetta di sottomarca nipponica lasciata per 20 anni nel cruscotto di una Fiat Tipo.

O che uscendo a un solo anno di distanza da un disco celebrato in ogni dove, come uno dei migliori di tutti i tempi (The VU & Nico, ndr), viene difficile credere che quelle stesse persone, senza nemmeno Nico, siano riuscite a fare un’opera bella anche solo la metà della precedente in così poco tempo. O che si conclude con una suite rumorista di oltre diciassette minuti.

Sforzatevi di superare questi pregiudizi e vi si aprirà davanti un mondo popolato da caos di organi e chitarre (la title track), di basi funk distorte che fanno da tappeto ad allucinanti recital horror (The Gift),  di garage-folk-beat devia(n)ti (Lady Godiva’s Operation, I Heard Her Call My Name, Here She Comes Now) e soprattutto da tanto rumore, batterie sincopate, follia, ancora rumore, rumore assordante, strumenti che si confondono, percussioni invasate, fiumi di energia che ti arrivano addosso in maniera confusa, una certa Sister Ray e un festino che finisce male.

Lasciate stare le assonnate mattine domenicali e regalatevi quest’esperienza irrinunciabile, che vorrete ripetere ancora e ancora parecchie volte, se non siete dotati di troppo senno.

Tracklist:

velvet underground1. White Light/White Heat

2. The Gift

3. Lady Godiva’s Operation

4. Here She Comes Now

5. I Heard Her Call My Name

6. Sister Ray

 

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