Home Tecnologia Tiscali presenta istella, il nuovo (e innovativo) motore di ricerca italiano

Tiscali presenta istella, il nuovo (e innovativo) motore di ricerca italiano

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Partiamo dal sunto di tutto quello che diremo: istella, il motore di ricerca appena lanciato da Renato Soru, il patron di Tiscali, NON è un concorrente di Google Search. Ok, è un motore di ricerca, ma non è il “solito” motore di ricerca. Vediamo di spiegarci meglio, che già le cose si fanno confuse…

Pensate ad un motore di ricerca che sia capace di indicizzare non solo dati “classici” e risorse pubbliche come, ad esempio, l’Enciclopedia Treccani o gli archivi e i cataloghi del ministero dei Beni Culturali, ma anche i vostri documenti e le vostre foto.

Ecco, la diversità di istella sta proprio in questo, nella valenza “social”, e nella capacità, quindi di affiancarci a Google come motore di ricerca e non di prevaricarlo, un’intenzione che sarebbe oltremodo ambiziosa non solo per questo, ma per qualunque altro progetto simile, considerato che neanche Microsoft è riuscita a far tremare i polsi di Google.

Secondo Renato Soru, istella è, anzi, aspira ad essere, “il motore di ricerca più completo e accurato della cultura italiana e non solo”. In particolare istella (che non va letto “aistella”, essendo la trascrizione della parola che in sardo significa “stella”), mira ad indicizzare e portare allo scoperto “il web nascosto fatto di archivi e contenuti di inestimabile valore, e il sapere comune, per conoscere e condividere la cultura italiana, e non solo, dando la possibilità a tutti gli utenti di cercare, contribuire e condividere.”

La partenza è buona, visto che istella ha già istella tiscaliindicizzato quattro miliardi e mezzo di pagine, che ammontano a più di 200 Terabyte di dati, che sono stati archiviati su 500 server che insieme gestiscono qualcosa come 3.000 dischi da 1 Petabyte. Numeri interessanti, certo, ma speriamo che il prosieguo sia ancora migliore. E lo spera anche Soru, che punta molto su questo motore di ricerca e, dopo 15 anni di investimenti, vorrebbe poterci tirar su un bel po’ di euro vendendo pubblicità, parole chiave e open data (che saranno però gratuiti per il mondo della ricerca).

Per quanto riguarda i contenuti al momento troviamo contributi originali forniti da diversi importanti partner del progetto: l’Istituto Treccani, l’agenzia di stampa LaPresse, l’Istituto Centrale per gli Archivi del ministero dei Beni Culturali, l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico del ministero dei Beni Culturali, la Guida Monari e Blom Compagnia Generale Riprese aeree. Le mappe saranno fornite da Here, business unit di Nokia, e tra i partner tecnologici troviamo Dell, il CNR e l’Università di Pisa.

Ma dicevamo che questo è un motore di ricerca con una valenza social. Non ce ne siamo certo dimenticati, né tantomeno abbiamo sbagliato: istella permette agli utenti di inserire nel flusso di informazioni disponibili per la ricerca, anche i propri documenti, tramite la funzionalità “contribuisci”. Invece con la funzione “condividi” potremo offrire al Mondo immagini, file video o file audio di interesse comune, che diventeranno materiali ricercabili da chiunque. Si potrà anche diventare “follower” di altri utenti ed essere avvisati quando questi mettono a disposizione nuovi contenuti in Rete. Soru ha pero detto chiaramente che l’utente non sarà assolutamente profilato, contrariamente a quanto invece i motori di ricerca attuali cercano di fare.

Insomma, Istella può davvero diventare un motore di ricerca di tipo “partecipativo”, capace di mettere la cultura nascosta nelle case (e nella mente) degli italiani in Rete in modo nuovo e innovativo.

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