Home Colonne sonore The Impossible: la colonna sonora del film firmata Fernando Velasquez

The Impossible: la colonna sonora del film firmata Fernando Velasquez

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La colonna sonora in un film spesso può dare un senso ben preciso a scene che potrebbero essere lette in tanti modi.

La stessa inquadratura di uno stormo di uccelli che attraversano il cielo cinguettando, con musiche appropriate, potrebbe rappresentare un momento di pericolo, oppure una situazione serena, magari di un pomeriggio primaverile. Allo stesso modo ad esempio, un film drammatico può assumere i toni e gli stilemi dell’horror se la regia, e soprattutto la musica, sono utilizzati in un certo modo.

Proprio questo, nello specifico, è il caso di The Impossible, il secondo film da regista di J.A. Bayona, che non a casa viene dal genere horror e che racconta in questa sua seconda esperienza la terribile catastrofe causata dallo tsunami che nel 2004 si è abbattuto sul sud-est asiatico, distruggendo coste e vite.

Protagonisti del film sono Naomi Watts, che ha ricevuto la nomination a migliore attrice protagonista agli Academy Awards 2013, e Ewan McGregor, che interpretano i coniugi Bennet e raccontano una storia realmente accaduta in quel tragico 26 dicembre di nove anni fa.

Composta da Fernando Velasquez, stretto the impossible soundtrack colonna sonoracollaboratore del regista Bayona, la colonna sonora del film è molto classica, con un main theme particolarmente commovente e allo stesso tempo liberatorio, che troviamo all’inizio e alla fine del film, e si sviluppa in tutta la sua bellezza sulle scene finali in cui la trama del film ha trovato la sua ideale conclusione ma la Storia Umana rimane comunque tragicamente segnata dalla sofferenza per la grande catastrofe verificatasi.

Il film in sé ha il leit motiv dell’ottimismo e della speranza, così tutte le tracce della soundtrack ufficiale sono collegate ad un evento felice, ad un episodio positivo, pur tenendo ben presente la sofferenza che circonda i protagonisti e velandosi di un tocco di malinconia che non fa mai perdere di vista l’ambientazione del film.

Particolarmente toccante è la traccia che nel finale commenta il dialogo conclusivo tra Lucas e la madre Maria: “He Looked So Happy” sigla un momento emotivamente coinvolgente ma allo stesso tempo composto. Molto più interessante è la traccia numero 14 “Let’s Go, No Need To Wait” che sintetizza lo stile compositivo di Velasquez e l’idea di racconto di Bayona con note che, lasciando scemare un ritmo concitato, si susseguono a singhiozzo, dando l’impressione allo spettatore di trovarsi appunto in un film dell’orrore.

Fiore all’occhiello del film è però un lavoro di montaggio sonoro che sfiora la perfezione: gli effetti di porte che cigolano su cardini arrugginiti e di catene sferraglianti, tipici rumori da casa stregata, vengono inseriti con estrema precisione in un contesto in cui apparentemente non hanno nulla a che spartire, regalando al film un’aura di racconto ibrido e appassionante, unito ad un profondo rispetto per la tragedia che racconta.

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