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Paolo Benvegnù

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Ci sono musiche e melodie, ci sono testi e poesie, ci sono artisti e poeti…e poi…ci sono cantanti e c’è Paolo Benvegnù. Un artista e un poeta, capace di creare musiche fatte di avvolgenti melodie; testi con metriche e parole che si intrecciano per dare vita a vere poesie messe in musica. Un cantautore italiano come pochi, con un’esperienza alle spalle che non molti possono vantare e una capacità di travolgere il pubblico nella dimensione live a dir poco unica.

In realtà, si potrebbe star qui a descrivere per ore l’artista che è Benvegnù, ex leader degli Scisma ed ora cantautore di gran classe. Ma non vogliamo fare un racconto biografico di questo musicista, per quello vi rimandiamo al suo MySpace, dove potete leggere ogni tappa (o quantomeno quelle più salienti) della sua carriera. Qui, in questo post, quello che vogliamo fare è porre l’attenzione su una canzone: Io e il mio amore. Brano che nasce con il progetto Il paese è reale, relativo al disco Afterhours presentano: Il paese è reale (19 artisti per un paese migliore?), ideato da Manuel Agnelli per la promozione di tutte quelle piccole band e realtà indie rock che sono presenti in Italia.

Probabilmente già molti conoscono Io e il mio amore, pezzo contenuto paolo benvegnùin Dissolution l’ultimo CD dei Paolo Benvegnù che raccoglie i migliori pezzi del cantautore italiano. Però molti probabilmente non sanno che Io e il mio amore è anche un video; realizzato da Simone Manetti con la fotografia di Ferran Paredes Rubio per la Cyc Promotion e con la produzione esecutiva curata dalla Vertical di Salvo Matranga. Più che un video, ci verrebbe da dire, un piccolo film; dalle scene coinvolgenti e che ben si sposano con parole e musica. Un lavoro tanto degno di lode da vincere il premio come miglior fotografia al PIVI 2010 (Premio Italiano al Videoclip Indipendente); edizione organizzata dal MEI (e coordinata da Fabio Melandri), alla quale hanno partecipato oltre 400 videoclip.

Insomma, tutto ciò per dirvi che questo video e questa canzone meritano certamente di essere visti/ascoltati. E non vogliamo dilungarci oltre, se non dandovi un’ultima chicca. Torneremo presto a parlare di Paolo Benvegnù e soci, per il nuovo disco. Ma, come si suol dire, diamo tempo al tempo.

Ora vi lasciamo al video di Io e il mio amore. Buon ascolto.

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Che Hermann sia il nuovo album dei Paolo Benvegnù, è assodato. Il riverbero associato alla sua uscita è degno del grande artista quale è Paolo e quali sono i musicisti che con lui formano questa band. Un disco che è andato a ruba nei negozi, sia in preordinazione che alla data di uscita ufficiale. E che si sta posizionando fra le prime posizioni della Top 10 FNAC (nel momento in cui vi scriviamo è secondo, ma siamo pronti a scommettere che entro il fine settimana raggiungerà il gradino più alto del podio).

Quello che però bisogna scoprire e capire bene, è cosa sia esattamente Hermann. O meglio ancora…chi!

Già, perché definire Hermann semplicemente un album è riduttivo ed errato. Riduttivo, perché in pieno stile Benvegnù ogni canzone è un flusso di emozioni e sentimenti ventrali, che affluiscono dallo stomaco al cuore, e che passando dalla mente portano a un profondo grado di riflessione. Ed errato, in quanto Hermann è qualcosa di più…è un essere etereo ma reale…dai contorni ben visibili.

A noi piace immaginare Hermann come un distinto signore, dall’incedere segnato dal tempo ed accompagnato da un bastone nodoso. Il viso scavato dalla ricerca continua, ma capace di trasmettere tutti i sentimenti: dalla paura all’amore…

Ecco, questo è Hermann. Un uomo di ritorno da un lungo viaggio attraverso le ere, le persone, le convinzioni, i problemi, le paure… e i sogni dell’uomo.

Ascoltando parlare Hermann attraverso le tredici tracce del disco, si respira a pieno non solo il Benvegnù cantautore. Ma anche i progressi e l’apporto di un gruppo coeso e capace di assegnare ad ogni canzone il giusto incidere e le melodie più avvolgenti. Capaci di stupire di brano in brano. Giochi di archi e chitarre che come giochi di luci ed ombre si intrecciano per dar vita ad ogni melodia: “come stelle che si attraggono per esplodere e creare”.

Il Benvegnù del passato si ritrova con Hermann “più maturo”, pronto ad abbandonare le atmosfere intime e personali che lo contraddistinguevano, per passare ad una dimensione più grande e sotto alcuni punti di vista più profonda e nobile: l’uomo. Un bisogno necessario quello dei Benvegnù, di analizzare questo momento storico e ripercorrere dal passato ciò che è veramente l’essere umano, quello che ha perso, che è diventato e ciò di cui non si rende conto. “dove sei? dove siamo? tutti in fila a scegliere uno stile che decide per noi; dominando il nulla il passato non si cancella, ma si doma con la masticazione ed abbiamo dimenticato lo spazio che sta intorno ed il corpo è più vorace di noi”. Così recita una strofa di Good morning, Mr.Monroe! Un pezzo dall’incedere marcato e dai sapori elettronici.

Ed è così che procede Hermann nei suoi racconti, fra atmosfere dettate da affascinanti arpeggi di chitarra, come Il pianeta perfetto e L’invasore (pezzi con cui si apre e termina il disco) e ritmi più accesi e coinvolgenti, come quelli di Moses, Il mare è bellissimo e Love is Talking. Ogni brano rappresenta quasi un tassello di un puzzle del genere umano. Raccontato attraverso i suoi miti e le sue leggende, elementi con i quali i Benvegnù ripercorrono le battaglie e le paure dell’uomo stesso. Uomo inteso in tutte le sue accezioni e in cui la donna trova il suo punto focale in Andromeda Maria. Brano dedicato alla sua creativa e alla possibilità creativa di quella parte femminile che risiede nel genere umano.

Ma Hermann è anche un attento osservatore, che narra fra le strofe di Io ho visto, le sfumature di un sogno contorto che risiede ormai da troppo tempo nelle mani dell’uomo..

Tutto questo e molto più è Hermann. Un lavoro che seduce e porta a riascoltarlo in rotazione continua. Da metabolizzare probabilmente un po’ per chi si imbatte la prima volta nei Benvegnù. Ma capace di regalare davvero intense emozioni.

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Si chiama Andromeda Maria ed è il primo singolo di Paolo Benvegnù, estratto dal nuovo album Hermann.

Ci siamo, le nebbie si diradano.. e dalla bruma leggeri si intravedo i suoi lineamenti. Il tempo sembra fermarsi e la foresta quasi tacere. Con passi lenti si avvicina ed eccolo… Hermann è li…

Probabilmente questo intro vi farà domandare, di cosa stiamo parlando? di poesia o di musica? di un libro fantasy o un album? Niente di tutto questo… perchè stiamo parlando di Hermann, una creatura di Paolo Benvegnù.. attesa da molto tempo.. e che nasce dalla poesia di un artista come pochi ce ne sono in Italia.

Finalmente Hermann scopre i suoi lineamenti con Andromeda Maria, una canzone struggente e che rapisce subito al primo ascolto. Atmosfere…musiche…e parole che avvolgono.. è questa la ricetta perfetta che Benvegnù ha creato per il suo nuovo album. E c’è davvero da aspettarsi molto se le premesse sono quelle di Andromeda Maria. Un brano talmente bello, da avere quasi paura di descriverlo, per il timore di sciuparne la bellezza..

Quindi non ci dilunghiamo oltre. Di seguito trovate la traccia audio e più in basso il testo. Buon ascolto.

Andromeda Maria (radio edit) by Cyc Promotions

Paolo Benvegnù – Andromeda Maria

Sono pazzo di te disse l’uomo
e poi voltandosi.. ruppe in mille pezzi un bicchiere…
ferito di ambrosia e d’amore…

Del sangue dei profeti la spada vive di incomprensione
Gli disse la sposa tendendo le gambe e curvandosi al suolo
Io sono l’invenzione che salva e ti sfugge
Tu sei le armi che porti sui fianchi
Trascinandoti nella polvere…

E.. inseguire..perché non si possa afferrare
Come i fiori che baciano gli alberi…
Ed amare ogni cosa perché non c’è altro da fare
In un giorno qualsiasi nel traffico…

Tu sei pazzo di me…rubi il fuoco
Per sedurmi, io sono sacra e nascondo il mistero,
bevi dalla mia bocca… perché..
Io sono miele e vita e ti seguo per raccogliere
Il padre e il guerrigliero e l’avaro e l’assassino
e la madre che è in ogni bambino..

E inseguire ogni cosa perché non si possa afferrare
Come i fiori che baciano gli alberi…
Ed amare ogni cosa perché non c’è altro da fare
In un giorno qualsiasi nel traffico…

E inseguire ogni cosa perché non si possa afferrare
Come i fiori che baciano gli alberi…
Ed amare ogni cosa perché non c’è altro da fare
In un giorno qualsiasi nel traffico…

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Si chiamerà Hermann, dovrebbe uscire il 18 febbraio 2011 e sarà il nuovo album di (o meglio dei) Paolo Benvegnù.

Una notizia che certo porta con se un fremito a pelle per tutti i fan di Paolo Benvegnù, ma che dovrebbe causare la stessa sensazione anche a chi Paolo non lo conosce. Difficile cercare una definizione per questo cantautore italiano. A me viene da paragonarlo ad un buon whisky d’annata. Uno di quelli curati, invecchiati in botti ad hoc. Un whisky da gustare sorso dopo sorso, pastoso e capace di far riaffiorare alla mente le sensazioni più inebrianti. Ma di Paolo Benvegnù ci sarebbe da dire molto, troppo. E per la sua biografia, vi rimandiamo al suo sito ufficiale. Li troverete certamente una descrizione appropriata.

Qui, in questo post, vogliamo parlare della nuova fatica di Paolo e soci. Ovvero la nascita di Hermann, il nuovo album. Perché Paolo e soci? Semplice, perché Benvegnù non è solo in quest’opera. Ma si accompagna di Musicisti con la M maiuscola. Ritroviamo: Andrea Franchi (batteria e organo), Luca Baldini (basso e contrabbasso), Igor Cardeti (chitarre), Guglielmo Ridolfo Gagliano (chitarre e violoncello), Simon Chiappelli (trombone), Filippo Brilli (sax) e Michele Pazzaglia (fonico).

L’album prende vita da una sorta di ritiro spirituale, che vede i “giovani” musicisti soggiornare in una casa in campagna per quasi 20 giorni. Tre settimane circa di vita isolata, un modo per fare da collagene e mettere insieme idee, paure, emozioni, immagini, suoni…tutto! Sul blog ufficiale di Paolo Benvegnù, è possibile seguire una sorta di cronostoria di quelle che sono state quelle serate. Così come si legge dalle parole dei differenti componenti, la sala prove è stata ricavata spostando qualche letto in una stanza. Poco spazio…forse, certo, ma tanta creatività da far scoppiare le pareti. Insomma, un sorta di “repubblica autonoma di Benvegnù” come definito sulle pagine del blog, in cui si respira musica! Ma chi non vorrebbe trovarsi a comporre in una stanza con Benvegnù?

Passiamo oltre e vediamo di inquadrare il disco. Hermann sarà un album diverso dal solito Benvegnù, almeno così traspare. Un lavoro strettamente contaminato dalle persone di cui Paolo si è attorniato. Le strutture delle canzoni sono volutamente più scarne, essenziali… ma pungenti e avvolgenti. Sentimento…sentimento prima di tutto… cosa immutabile in un cantante puro sangue come Paolo.

Di seguito vi riportiamo un video delle prove. Un video “sloveno”..già, perché i cari ragazzi sono andati fino allo studio Jork in Slovenia per registrare. Con strumenti registrati a volte in presa diretta, effetti realizzati sfruttando l’eco di un corridoio, improvvisazioni giunte come un colpo di lampo li… al momento. Il tutto? In un breve periodo di 4 giorni. Classe, ragazzi….la classe… quella che ti fa capire che anche il tempo deve piegarsi a chi la musica l’ha nel sangue!

Leggendo le dichiarazione dei Paolo Benvegnù nelle pagine del blog, si nota come questo album non sia stato privo di difficoltà. Momenti di smarrimento, di tensione. Ma anche di gioco, sorrisi, felicità, commozione. Un caleidoscopio di sentimenti mi verrebbe da dire. Emozioni che un vero musicista, un vero cantante, deve provare per poter dare vita ad una “creatura musicale”.

Hermann avrà 13 brani e già si conosce il titolo di alcuni. Ad esempio ACAB, Sartre, 44 anni (in cui è stato usato anche un cracklebox), Ulysses e Love is Talking, quest’ultimo definito come un singolo strepitoso e che forse sarà proprio la canzone che farà da primo estratto dell’album. Ecco infatti cosa ritroviamo sul blog a ruguardo: “[…] il pezzo più bello ed importante del disco. Il pezzo che ha dato il via al concetto del disco, che ci ha descritto a primo ascolto l’estetica verso la quale vogliamo andare. Cassa in battere, charleston sul primo ottavo in levare, tempo serrato, rullante irregolare, basso potente e instabile, chitarre circolari. Testo meraviglioso, melodia profonda come una valle.” Bhe, che dire..sembrerebbe davvero un gran pezzo. O ancora Date fuoco, che vede Paolo Benvegnù in un’interpretazione diretta, forte e a volte irriverente. Pare ci sia anche un brano cantato da Andrea, quello che dovrebbe chiudere il disco, ma ancora non si sanno molti particolari.

Insomma che dire se non: attendiamo con ansia il nuovo lavoro!

Chiudiamo con un altro video delle registrazioni. Non appena avremo altre novità, vi aggiorneremo qui su Pausa Caffè. A presto 😉

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Si chiama Caramella il nuovo album di Mina.

La grande cantante italiana torna con un disco dal sapore dolce e dalle canzoni avvolgenti. Il rilascio ufficiale del nuovo lavoro musicale arriva dopo la pubblicazione del singolo You get me, eseguito in duetto con Seal. Ma oltre a questa partecipazione internazionale, sono molte altre le firme importanti presenti nel disco. Il tastierista dei Subsonica, Boosta, ha scritto per Mina il brano La clessidra; mentre ritroviamo Max Casacci nella canzone Solo se sai rispondere e Paolo Benvegnù in Io e te. Infine l’ultima chicca riguarda il brano Il povero e il re, scritta da Axel Pani, nipote di Mina.

Insomma un album da ascoltare, caratterizzato da pezzi con una forte corrente alternativa e pronti a stupire anche le orecchie più esigenti. Vi lascio con il brano Io e te, elaborato inseme a Paolo Benvegnù. Buon ascolto 🙂

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