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Panda Bear: Person Pitch, la recensione

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Panda Bear: Person Pitch (Paw Tracks | 2007)



È innegabile che in genere ci si avvicina sempre Panda bear person pitchcon un po’ di diffidenza ai “dischi solisti” dei musicisti famosi; e spesso si ha ragione e ci si trova davanti ad opere arroganti, pretenziose o semplicemente brutte. Figurarsi quindi con quale spirito uno dovrebbe mettersi ad ascoltare il disco di un musicista non molto famoso, Panda Bear, nome d’arte di Noah Lennox, batterista degli Animal Collective: gruppo indie-pop-rock che dal 2000 ci regala nuovi album a cadenza quasi annuale e con risultati decisamente apprezzabili.
E invece questo Person Pitch è un disco sorprendente, di quelli che riescono davvero a lasciare un segno.

Meravigliosamente vintage, con atmosfere e suoni psichedelici che riportano ai Beach Boys del capolavoro Pet Sounds, ai Pink Floyd dei primi dischi, e al folk dell’Incredible String Band; ma allo stesso tempo profondamente attuale, permeato da quella sensazione dilatata di quiete che “non è come dire relax” (citando un grande pensatore ormai alla deriva), che descrive molto bene parecchie menti della nostra generazione, o semplicemente parecchie di quelle giornate in cui, chimicamente o meno, vogliamo fuggire da una realtà che non ci appartiene.

Tuffatevi anche voi nelle allucinazioni da Peyote di Bro’s (corredata anche da un imperdibile videoclip), nell’allegra ansia da farmaco-dipendeza di Take Pills, nella  geometrica malattia dell’iniziale Comfy in Nautica e negli altri viaggi che il Panda di Baltimora ci ha regalato… e probabilmente, nella vostra “giornata no”, sarete riusciti a evadere salvaguardando qualche neurone in più del previsto. Forse.

Tracklist:

Panda Bear1. Comfy in Nautica

2. Take Pills

3. Bro’s

4. Good Girl/Carrots

5. I’m Not

6. Search for Delicious

7. Ponytail

 


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