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Molto Forte e Incredibilmente Vicino: la colonna sonora di Alexander Desplat

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Una tragedia sconvolgente, la prima grande ferita degli anni 2000, vite e famiglie spezzate, la politica del mondo in subbuglio, un Paese, considerato da se stesso e dagli altri invincibile, messo in ginocchio. Questo è stato l’11 settembre 2001, “il giorno più brutto” secondo Oskar, piccolo protagonista di Molto Forte e Incredibilmente Vicino, film drammatico, che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico, arrivando ad ottenere una nomination agli scorsi Academy Awards come miglior film.

Molto Forte e Incredibilmente VicinoOskar è un bambino timido, spaventato dalla realtà e dai rumori, un bambino che ha come unica compagnia il padre. Quando però, nel “giorno più brutto” il padre rimane vittima del crollo delle Torri, il bambino cercherà un appiglio per rimanere in contatto con il padre. Un racconto struggente e romantico, che il regista Stephen Daldry ha deciso di affidare alle note di Alexandre Desplat, compositore francese di gran moda ad Hollywood e in tutto il mondo del cinema, basti pensare che è a Cannes con ben quattro titoli e nel suo C.V. annovera Harry Potter, Tree of Life e Il Discorso del Re.

Il lavoro di Desplat per questo film è stato fondamentalmente cercare l’accordo giusto che esprimesse una profonda tristezza mista ad una grande curiosità, alla voglia di conoscere e scoprire che ha il giovanissimo protagonista. Il musicista riesce a trovare la sua voce attraverso violini sommessi e leggeri tocchi di pianoforte; note delicate che si susseguono con modulazioni variabili e disegnano un quadro preciso e drammatico della storia narrata.

Quello che però incuriosisce di più di questo lavoro di Desplat, è la somiglianza delle sue note, specialmente dell’utilizzo del pianoforte, con quelle di un altro famoso compositore di musica moderna e da film, Philip Glass. Il compositore statunitense aveva collaborato con Daldry in The Hours, componendo una delle OST più belle degli ultimi anni, e in questo film sembra quasi che il regista abbia richiesto a Desplat delle partiture simili a quelle del suo precedente film per raccontare una storia intima e di sofferenza, così com’era quella narrata in The Hours.

Qualunque sia stata però l’ispirazione di Desplat, si può comunque dire che il suo lavoro risulta ottimo; alcune volte il suo ruolo si limita a supervisionare tracce non originali, come nel caso del film di Terrence Malick, per cui il suo contributo è minore, altre volte invece, forse per mancanza di ispirazione, non riesce ad essere incisivo, è il caso di Harry Potter e i Doni della Morte Parte I.

Questa volta invece Desplat fa centro, le sue note diventano personaggio e accompagnano la storia e la ricerca di Oskar, ci raccontano una storia di dolore, ma anche di speranza, e insieme alle bellissime immagini del film, regalano bellissime (anche se tristi) emozioni allo spettatore.

Tracklist:

1. Extremely Loud And Incredibly Close

2. The Sixth Borough

3. Piano Lesson With Grandma

4. The Very Best Plan

5. The Worst Day

6. Mother And Son

7. Visiting The Blacks

8. The Phone Call

9. Oskar’s Monologue

10. Oxymorons

11. The Renter’s Story

12. The Key

13. Nothing Fits

14. Listening To The Messages

15. The Renter Leaves

16. William Black’s Story

17. Reconciliation

18. The Swings Of Central Park

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