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Brunori Sas: Vol.2 Poveri Cristi, il nuovo album del 2011

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Nuovo album Brunori sasDue tentativi di suicidio, una mano mozzata, un matrimonio con cambio improvviso di sposo e due amici che discutono di come uno abbia fregato la ragazza all’altro: non è il nuovo film dei fratelli Coen, ma una breve panoramica su alcuni dei Poveri Cristi che popolano il Vol. 2 della saga targata Brunori Sas.

Se davvero “il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista”, nel caso di Dario Brunori (e della sua impresa a conduzione familiare) bissare il successo di Vol. 1 si prospettava un lavoro parecchio difficile. L’esordio del gruppo era uscito quasi in sordina nell’estate di due anni fa e, poco a poco, si era fatto strada nelle orecchie e nel cuore della gente, grazie anche ad una ricca serie di concerti in tutta Italia. Fino ad arrivare a vincere il Premio Ciampi 2009 come miglior disco d’esordio e a fregiarsi della Targa SIAE/Club Tenco al Premio Tenco 2010 come miglior autore emergente. Un successo basato su una manciata di canzoni semplici e schiette, impregnate di 50 anni di cantautorato italiano risultando allo stesso tempo freschissime, ricche di testi nostalgici e frasi che rimangono impresse fin dal primo ascolto: una sorta di piccolo miracolo che era riuscito a mettere d’accordo tutte le fasce di ascoltatori, dai pensionati agli indie-snob.

Con queste premesse, alla notizia dell’uscita di Vol. 2 – Poveri Cristi la paura di trovarsi davanti ad un remake sbiadito del discoDario Brunori precedente, come troppo spesso capita in casi del genere, era davvero tanta. Per fortuna basta un ascolto a togliersi ogni dubbio: questo è un lavoro totalmente diverso e, diciamolo fin da subito, è un gran bel disco. In questi due anni l’impresa si è allargata e oltre alla chitarra e voce del presidente Dario Brunori, conta: batteria (Massimo Palermo), basso (Tonie Chiodo), tastiere (Dario Della Rossa), archi (Stefano Amato), fiati (Mirko Onofrio) e cori (Simona Marrazzo). Una vera squadra affiatata, come quella raffigurata nella copertina del disco, metafora di una sintonia fra i musicisti che di certo deve molto al fatto che gran parte di questi siano gli stessi che hanno contribuito al successo del tour precedente.

L’album propone una varietà di arrangiamenti e di mood davvero invidiabile, restando allo stesso tempo compatto e coerente, mettendo in scena una sorta di concept sui poveri cristi che popolano l’Italia degli “anni zero”. Ma questi personaggi,  più che ai loro coevi raccontati con ricchezza di elucubrazioni da molti colleghi (e.g. Le luci della centrale elettrica), rimandano a quel misto di crudezza e ironia che caratterizzava la poetica del conterraneo Rino Gaetano. Ma quello al compianto cantautore calabrese è solo il rimando più banale e immediato, che risulta molto limitante per un album che è un calderone di riferimenti, impastati insieme e filtrati dall’occhio ben riconoscibile dello stesso Brunori.

Da un lato ci sono i pezzi più riflessivi: l’iniziale tragedia psichedelica de Il giovane mario; la dolce insonnia di Una domenica notte (già presente in La leva cantautorale degli anni zero, raccolta dedicata alla nuova canzone d’autore italiana); la commovente Bruno mio dove sei, dedica al padre scomparso cantata nei panni della madre, esempio chiarissimo di come si possa tirare fuori un pezzo di tutto rispetto anche trattando un tema che sulla carta sembrerebbe estremamente retorico.

Brunori con chitarraAll’estremo opposto troviamo i pezzi che mostrano un inedito Brunori quasi country rock, vicino al Battisti  di pezzi come Dio mio no e all’attitudine di Ivan Graziani, aggiornati nei suoni e nei temi ai giorni nostri. L’irresistibile dialogo a metà fra demenza e surrealismo di Il suo sorriso, cantata in coppia con Dente, il delirio psicotico di Animal Colletti con Dimartino e la parabola dell’emigrante “on the road” di Rosa sono un trittico di pezzi la cui energia è destinata ad esplodere a pieno nelle performance dal vivo.

A metà fra questi due estremi si trovano i pezzi che più ricordano la Brunori Sas del disco d’esordio, con una malinconia rarefatta a prendere il posto dei dolci ricordi nostalgici. L’amara intimità di Lei, lui, Firenze, il balletto naïf di La Mosca, l’apatia da abbandono di Tre capelli sul comò e il finale con Fra milioni di stelle, probabilmente il pezzo che più riesce a trovare l’equilibrio fra il romanticismo di Brunori e la poetica di Rino Gaetano (“c’è chi beve negroni/ chi nemmeno un caffè/ chi si è rotto i coglioni di guardare rai tre”).

Tirando le somme Vol.2 – Poveri Cristi è un disco denso, carico di emozioni, di suoni, di parole, di amore e disillusioni e la forza dei pezzi della Brunori Sas è ancora quella che per alcuni è il più grande difetto: sono canzoni che nascono già “classiche”, le ascolti una volta e ti sembra che siano sempre esistite, ti sembra persino di conoscere bene i personaggi che le popolano.

Si, ci sono tante influenze e nemmeno tanto nascoste: Dalla, De gregori, Rino Gaetano, Battisti, Ivan Graziani; ma volendo anche Luca Carboni, Claudio Lolli, Venditti, Flavio Giurato, Vecchioni, in sostanza tutta la tradizione cantautorale italiana.  Non ci vorrà molto prima che partano le discussioni fra i polemici per cui è musica “nata vecchia”, è “il Rino Gaetano dei poveri” (cristi), è troppo pop, troppo classico, troppo urlatore, troppo chissà cos’altro; e chi semplicemente, come due anni fa, siSimona Marrazzo live innamorerà fin da subito di queste canzoni e non avrà nemmeno la voglia e la possibilità di spiegare il perché.

In coda un piccolo appunto: perché relegare la bellissima voce di Simona Marrazzo ai soli cori? In un ipotetico Vol. 3 sarebbe bello vedere affidare a lei qualche pezzo, è un peccato tenere un “dipendente” così fidato e dotato in secondo piano.

Vi ricordiamo infine che l’uscita ufficiale di Vol. 2 – Poveri Cristi (con etichetta Picicca Studio) è prevista per il prossimo venerdì 17 giugno. Di seguito trovate la cover del CD e la tracklist, seguiti da un video di anteprima realizzato durante le registrazioni del disco.

Roberto Interdonato


Poveri_Cristi_album-2011

Vol. 2 – Poveri Cristi

1 Il giovane Mario
2 Lei, lui, Firenze
3 Rosa
4 Una domenica notte
5 Il suo sorriso (con Dente)
6 La mosca
7 Bruno mio dove sei
8 Animal colletti (con Dimartino)
9 Tre capelli sul comò
10 Fra milioni di stelle



Ed ecco il video dell’anteprima:

BRUNORI SAS “Vol. 2 – Poveri Cristi” | Making Of from trallalàlla on Vimeo.

33 Commenti

  1. Grande la Brunori Sas… ^__^ ..finalmenteee..ma a Roma?? venite?? quando ci sarà il tour??

  2. Questo nuovo album sarà una rivelazione, me lo sento. Brunori ha talento da vendere!

  3. Brunori è un grande. L’ho visto live ed è un animale da palco. Don certo che il nuovo disco sarà intensissimo.. vai Dario…

  4. Adoro Brunori e le sue canzoni. Avevo senrito di un nuovo album, ma non immaginavo sarebbe arrivato così velocemente. Sono certa che sarà stupendo come vol1

  5. Prestissimo il post con le date live del tour estivo 2011 di Brunori… ancora pochi minuti ;-)

  6. Pensare che sei tornato Dario mi riempie di gioia. Vol2 son certa sarà davvero bello come Vol1

  7. Gex mica ci sarà la filarmonica. Dice che c’è una persona per gli archi. Boh magari una viola o un violino

  8. Bella recensione, leccata di culo incredibile!
    spero che in questo disco ci siano abbastanza “nannnaaananaaanaanannnnaaaa” e voce “da cacata alle 3 di mattino”, in quanto cavalli di battaglia brunoriani.
    W l’indie.

  9. Ciao “me medesimo”…potresti avere almeno il coraggio di firmarti con il tuo nome quando commenti!
    Per il resto non c’è che dire, quando si dice una tesi argomentata…

  10. I brunori sono in pratica un sabato sera da solo senza i tuoi amici in un locale nuovo dove non ti conosce nessuno e, dato che le migliori non ti filano, ci provi con la tipa grassoccia che sta da sola, lei ci sta e mentre stai venendo ti appare improvvisamente l’immagine di tua madre in testa e disgustato allora capisci che hai sbagliato e ti ripeti che non lo farai mai più ma dentro di te lo sai che in tempi disperati ci riproverai di nuovo.

  11. Ti senti escluso dai tuoi amici che ti trattano con condiscendenza poiché ascolti solo “il liga” e “il blasco” ? Niente paura, basta acquistare un cd di Brunori e 2 tracce dopo potrai fare lo snob maneggiando il tuo mastodontico pene musicale.

  12. “me medesimo” guarda che secondo me dici cose in teressanti…mi sembri un misto fra lester bangs e julian cope…io dico che dovresti firmarti! non tenere il mondo all’oscuro del tuo dono!

  13. Se state pensando di fondare un gruppo scordatevi di parlare di vulcani in Islanda che esplodono e lupi che cacciano in montagna, hanno rotto le palle. Concentratevi invece sulle spiagge, la sabbia, il mare, le scopate bagnate e —oh, quanto è bello il tramonto. Funzionerà.

  14. I Brunori sono i discendenti di Max Gazzè e soci. Nel senso che sono un pessimo gruppo che grazie al fatto di non essere troppo noto può essere usato dalle persone priva di personalità come piedistallo sui cui fissare il loro anticonformismo farlocco. O almeno finchè la moda musicale che cavalcano finisce di essere popolare. A quel punto possono negare di averli mai ascoltati. Esattamente come Max Gazzè. E la somiglianza non si ferma a questo. il cantante (Dario) sembra il figlio di Max. Anzi, diciamo che Max Gazzè si è accoppiato con un cancello arrugginito, ma il cancello aveva bevuto troppo e alla fine ha rifiutato allora Max ha aspettato il cancello in un vicolo buio, gli ha dato un colpo in testa e privo di conoscenza lo ha stuprato. Ecco quindi il concepimento dei Brunori.

  15. Quali sono i gruppi che parlano di vulcani Islandesi e lupi? E’ una vita che cerco un gruppo di questa levatura senza riuscirci…
    Io comunque nego di aver mai ascoltato Max Gazzè e tantomeno Brunori!

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