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Alex Britti: Immaturi. Video ufficiale del singolo e testo (colonna sonora del film di Paolo Genovese)

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Alex Britti torna con un nuovo brano, il singolo: Immaturi, colonna sonora dell’omonimo film diretto da Paolo Genovese.

La canzone ritrae quello che potremmo definire un po’ lo sfondo o il filo conduttore della pellicola (in uscita il prossimo 21 gennaio nei cinema italiani). Ovvero uno spaccato dei “giovani” un po’ cresciutelli di oggi. Quegli uomini e quelle donne, sui 35/40 anni, alle prese con una vita che li lascia un po’ con l’amaro in bocca; che li pone davanti a molti problemi che spesso è difficile affrontare e li mette alle strette, forse, con troppa facilità. Trentacinquenni che ancora vivono a casa con i genitori, mariti in cerca di amanti, donne in crisi sessuale e molto altro ancora.

Una serie di ricordi ormai sbiaditi che ritornano prepotenti – come di Alex – che ritorna fra i denti. Una serie di constatazioni che portano ad un inevitabile ritornello, fulcro anche del film. Ovvero: siamo tutti un po’ immaturi.

E c’è una frase, che probabilmente, ancor di più rende l’idea di tutto ciò che il film e la canzone vogliono raccontare. E cioè proprio l’ultima strofa, quella con cui si conclude il brano: “adulti di nascosto, ma che forse adulti non saremo mai”.

Di seguito trovate il video di Immaturi, che vede davvero un interessante cast d’eccezione ad accompagnare Alex Britti nelle riprese del video. Un gruppo formato da turnisti DOC, che difficilmente rivedrete in questa originale formazione.

Alla voce e chitarra, ovviamente, troviamo Alex Britti; Anita Caprioli e Barbora Bobulova ai cori; al basso il grande Paolo Kessisoglu (con un improponibile baffo anni ‘70); Ambra Angiolini dietro la batteria; Ricky Memphis alle percussioni e Luca Bizzarri alle tastiere.

Vi lasciamo dunque al video, con in coda il testo di Immaturi. Buon ascolto.

Immaturi – Alex Britti

È difficile accettare avventure già vissute,
ma infondo è questa vita, che è piena di sorprese.
Quei ricordi ormai sbiaditi, rieccoli prepotenti,
come se nulla fosse, ritornano tra i denti…
Se gli esami non finiscono non cambiano le attese
e nei giorni che ci aspettano, centomila candele accese;
Che si spengono in un secondo, non appena le vuol soffiare,
c’è qualcosa che ci spinge, è difficile cambiare…

E per quelli come noi, che si sentono insicuri,
c’è soltanto una risposta: a volte siamo un po’ immaturi…

Come il sole verso l’alba, che fa luce ma non scalda…
…immaturi…
Noi che andiamo contro vento, ma che in fondo il vento non ci sfiora mai..

È difficile arrivare, puntuali di mattina,
quando la notte è lunga e il freddo ci consuma.
Ci consuma questa vita che ci illumina d’immenso,
c’è una stella da raggiungere e sennò non ha più senso.
E ti accorgi in un instante, che saranno tempi duri
e c’è solo una risposta: a volte siamo un po’ immaturi…
…immaturi…
Come il cielo all’improvviso, come il buio in un sorriso…
…immaturi…
Noi cerchiamo una risposta, ma poi quando la troviamo scappiamo via…
…immaturi…
Come il cielo del mattino e lo sguardo di un bambino…
…immaturi…
Adulti di nascosto, ma che forse adulti non saremo mai!

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