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Addio a Ravi Shankar: l’uomo e che ispirò i Beatles con il suo sitar

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Muore all’età di 92 anni il leggendario musicista indiano Ravi Shankar, noto anche per aver influenzato con il suo sitar anche gruppi leggendari come i Beatles.

Il musicista è morto ieri notte presso un ospedale di San Diego, in California, dove era in cura per una sostituzione di una valvola cardiaca. Non è ancora chiaro se l’artista è deceduto durante l’intervento chirurgico. Ad annunciare la sua scomparsa è stato il primo ministro indiano Manmohan Singh, che ha speso parole di elogio definendolo un tesoro nazionale e l’ambasciatore globale della cultura indiana.

Shankar era nato a Varanasi nel 1920 da una famiglia di brahmini, mosse i suoi primi passi nella mondo artistico come ballerino. Ma nel 1983 abbandonò quel mondo per imparare a suonare il sitar con Allaudin Khan. Negli anni 30’ venne a contatto con la musica classica occidentale, il jazz e il cinema.

Virtuoso del sitar, detto the Godfather Ravi Shankarof Sitar, divenne noto al mondo per aver partecipato ai festival di Monterey (1967), Woodstock (1969), e al Concerto per il Bangladesh del 1971. E’ del 1966 l’incontro la leggenda, George Harrison, chitarrista dei Beatles, ed è grazie a questo incontro che farà tappa in seguito in due degli eventi già citati più rappresentativi del periodo degli Hippy.

Nel cinema firma diverse colonne sonore come quella per il film di Gandhi. Ha prodotto qualcosa come più di cinquanta album. L’artista si è esibito per l’ultima volta dal vivo il 4 Novembre insieme a sua figlia Anoushka, al Terrace Theater di Long Beach, California. L’altra figlia(non riconosciuta ma il test DNA l’ha confermato) è la musicista più nota è Norah Jones.

 

 

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